L’origano è certamente una delle piante aromatiche più utilizzate in cucina, soprattutto per le ricette della dieta mediterranea. Il suo intenso profumo, nonché il sapore facilmente riconoscibile, lo rendono l’accoppiata perfetta per pesce, carni, pizza ma anche insalate. Come coltivarlo, tuttavia, in vaso oppure in orto?

Pur essendo una pianta che ben si adatta al clima mediterraneo, dell’origano esistono molte specie e varietà, alcune anche con esigenze specifiche di crescita. In caso di dubbi, di conseguenza, sarà utile chiedere consiglio al proprio fornitore di semenze o al negozio di botanica di fiducia.

Cosa sapere prima di coltivare l’origano

L’Origanum è un genere di piante aromatiche, sia erbacee che arbustive, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. Originario del bacino del Mediterraneo, dove è conosciuto e coltivato sin da tempi antichi, è suddiviso in oltre 50 specie, anche se le due più diffuse sono l’origano comune, ovvero l’Origanum vulgare, e la maggiorana, cioè l’Origanum majorana. Sebbene nei secoli abbia esplicato anche un uso curativo, oggi la pianta è utilizzata soprattutto a scopi culinari, per arricchire carne e pesce, ma anche come ingrediente irrinunciabile della pizza.

Il clima ideale per la coltivazione, così come già indicato, è quello Mediterraneo: l’origano ama le calde temperature e l’esposizione diretta al sole, mentre mal sopporta i climi più rigidi dell’inverno. Per questo motivo, nelle zone più fredde del paese o frequentemente coinvolte da fenomeni atmosferici, saranno preferibili opportune coperture oppure piccole serre.

Il terreno preferito è quello ben drenato, senza troppe esigenze né di consistenza, tantomeno di sostanze nutritive. La pianta aromatica, infatti, presenta un’elevata adattabilità alle condizioni del terriccio. In genere si preferisce comunque una consistenza morbida, anche arricchita con concimi organici quale il compost, per garantirne una crescita sempre costante e rigogliosa.

La coltivazione dell’origano avviene generalmente per tutto l’anno, considerato come nei mesi più freddi si preferisca una crescita indoor. In genere, però, per la messa in dimora all’aperto si attende la primavera inoltrata, quando le temperature sono sufficientemente tiepide e non vi sono eccessive escursioni termiche tra il giorno e la notte.

L’apporto di acqua è infine non eccessivamente impegnativo: nelle mezze stagioni sarà sufficiente vagliare l’aridità del terreno, limitando l’annaffiatura a circa una volta la settimana, salvo altri fenomeni atmosferici. In estate, sebbene la pianta possa resistere facilmente a brevi periodi di siccità, saranno consigliati dei ritmi più intensi, preferibilmente di primo mattino o in tarda sera.

Coltivazione in orto e in vaso

L’origano può essere efficacemente coltivato sia in orto che in vaso, grazie alla sua grande adattabilità al terreno. Questa caratteristica lo rende perfetto per l’autoproduzione, con dei comodi vasetti da custodire in casa oppure sul balcone.

La predisposizione del contenitore sarà comunque molto importante. Sul fondo andrà adagiato un letto di ghiaia o cocci, per incentivare il deflusso dell’acqua, anche in alternativa con le classiche palline d’argilla. Si riempie quindi il tutto con del terriccio morbido e drenante, quindi mescolato con compost se lo si desidera. La concimazione organica potrebbe essere anche una buona idea per la messa in dimora nell’orto, con una blanda zappatura per garantire la distribuzione uniforme delle sostanze nutritive.

La coltivazione dell’origano può partire dal seme oppure, qualora si desiderasse un procedimento più semplice, tramite le piantine disponibili in qualsiasi negozio di botanica. I semi vanno inseriti in semenzaio poco prima della primavera, in uno strato morbido di sabbia e torba da conservare a buona temperatura, finché non appariranno i primi germogli. Quando le piante hanno raggiunto una sufficiente resistenza, si possono trasferire in orto oppure in vaso. Importante sarà mantenere una buona distanza fra gli esemplari, di circa 20-30 centimetri, per garantire una sufficiente estensione laterale, nonché un corretto sviluppo delle radici. La raccolta avviene progressivamente a seconda del bisogno, sia scegliendo le foglie più mature, che togliendo interi rametti.

Tra le pratiche cicliche di manutenzione, l’eliminazione delle erbacce e il controllo dell’aridità del terreno, così come anche di eventuali parassiti, anche se la possibilità è normalmente rara.

30 agosto 2015
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