Orchidea: come coltivarla e curarla

Nel linguaggio comune, il termine orchidea si usa per indicare tutte le piante erbacee che appartengono alla famiglia delle Orchidaceae: si tratta di varietà terrestri originarie delle foreste tropicali e temperate. È una famiglia di piante davvero ampia: ne sono state contate più di 20.000 specie<, di cui più di 100 crescono spontanee nell'area del Mediterraneo.

Varietà più comuni

A scopo ornamentale, si trovano di solito piante di sole due varietà:

  • la Phalaenopsis, molto probabilmente la più diffusa e conosciuta al mondo, deve il suo nome alla forma a “farfalla/falena” del fiore, che si presenta di solito di colore bianco, viola o rosa o di una sfumatura fra questi;
  • il Dendrobium, detta anche orchidea a canna di bambù, per la caratteristica forma dello stelo. Questa varietà ha fiori più piccoli che crescono in file su steli: in genere sono di colore bianco o viola, mentre le foglie sono allungate, strette e crescono ai lati dello stelo.

Prime cure

Orchids

Entrambe le varietà vengono in genere acquistate quando sono in piena fioritura. Per favorire il benessere dei fiori, la loro lunga durata e anche la successiva fioritura, sarebbe preferibile cambiare il vaso: le radici delle orchidee hanno bisogno, oltre che di acqua, anche di ricircolo d’aria fresca. Sono infatti molto suscettibili al marciume, pertanto il vaso di plastica, che limita la traspirazione, potrebbe essere la prima causa di malessere della pianta. Tuttavia, rinvasare l’orchidea è molto complicato e spesso l’operazione si traduce nella fine della fioritura: meglio, allora, lasciare il vaso originale ed essere parsimoniosi con l’acqua.

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Talvolta si suggerisce, prima di innaffiare l’orchidea, di infilare una matita nella terra: una volta estratta, se il legno risulta più scuro significa che il terreno presenta ancora una buona umidità, di conseguenza si potrà posticipare l’annaffiatura di qualche giorno. Un buon accorgimento è ricorrere, inoltre, all’acqua tiepida.

La posizione in cui si può sistemare l’orchidea in casa deve essere al riparo dalle correnti d’aria, nonché lontano sia dalla luce diretta del sole che dai riscaldamenti interni. L’aria troppo secca e gli sbalzi termici, infatti, sono nemici di queste piante, che devono essere posizionate in un ambiente a temperatura costante e leggermente umido. Questi primi accorgimenti faranno sì che la fioritura si mantenga viva e rigogliosa per alcune settimane.

Cosa fare quando sfiorisce

Orchid

Quando la fioritura termina, giunge il momento di iniziare la vera e propria cura della pianta, che dovrebbe portare a una successivo ciclo vitale. Una delle prime operazioni da svolgere è la rimozione dei fiori appassiti, che dovrà avvenire alla base del gambo.

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Successivamente, si potrà procedere con il trapianto dell’orchidea in un nuovo vaso. Quando le radici sono sane, può essere sufficiente sostituire il terreno di coltura. In alternativa, potrebbe essere necessario anche cambiare vaso e trasferire la pianta in uno più grande. Una buona regola è potare le piante con forbici ben pulite. Le scuole di pensiero sono diverse: alcuni preferiscono potare la pianta appena la fioritura è completata, altri invece sostengono che sia meglio attendere la naturale decadenza dello stelo. Al rinvaso è comunque indispensabile scegliere bene il terreno: drenante, ma idro-ritentivo. Una soluzione efficace è un mix a base di corteccia e torba. La pianta rinvasata deve essere infine posta in un ambiente umido, privo di correnti d’aria e ben esposta alla luce.

7 febbraio 2018
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