Krismon ha vissuto per quasi due decenni all’interno di una gabbia angusta, posizionata all’esterno di quella che un tempo era la sua abitazione. La struttura di ferro arrugginito sembrava spaziosa e ampia per un cucciolo di orango, ma con il tempo e con la conseguente crescita si è rivelata una trappola. La scimmia non poteva arrampicarsi oppure stendersi adeguatamente, faticava anche a sdraiarsi. La porta era diventata così piccola, rispetto alla sua stazza, da impedirne l’uscita. E così, per quasi venti anni, Krismon è rimasto impropriamente prigioniero. Dopo essere stato venduto nel 1997 il piccolo, orfano di madre uccisa davanti ai suoi occhi, è stato consegnato a un membro dell’Indonesian Military, ovvero le forze armate del luogo.

Dopo un primo breve periodo in casa, accudito come cucciolo amorevole, l’orango crescendo è finito in giardino all’interno di una gabbia resistente. L’interesse iniziale è così scemato fino a scomparire, e la scimmia è scivolata nel dimenticatoio. Crescendo la struttura è diventata troppo piccola per il suo corpo e la sua permanenza in gabbia si è rivelata complicata. Alla morte del funzionario, nonché proprietario, la vicenda dell’esemplare è balzata agli occhi della Orangutan Information Centre (OIC) che, in tandem con la Natural Resource Conservation Agency, ha preso a cuore il suo futuro.

Un team di esperti si è presentato presso l’abitazione della famiglia dell’uomo e, tra le lacrime e le proteste dei presenti, ha tratto in salvo Krismon. L’orango era bloccato all’interno della sua prigione di ferro, impossibilitato a condurre una vita degna e tranquilla. Per troppi anni ha atteso che la parola libertà si trasformasse in realtà e ora potrà vivere serenamente presso il Sumatran Orangutan Conservation Programme, dove verranno considerate tutte le opzioni per un reinserimento in natura oppure per una vita protetta e libera presso il centro. L’orrore a cui è stato costretto è una realtà che investe molti animali della sua razza, spesso strappati alle braccia materne per finire in cattività patendo una vita di reclusione e sofferenza.

27 giugno 2016
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