La coltivazione della palma per il suo olio sta incidendo negativamente sulla sopravvivenza degli orango, in particolare nella zona del Borneo. Questi esemplari, così intelligenti ma esposti all’invasione dell’uomo, finiscono per soccombere alla violenza della deforestazione e dei cacciatori. Un esempio di questo genere di conseguenza è la storia di una femmina della specie, catturata con la sua piccola avvinghiata al suo corpo. La madre era apparsa spossata e ferita, alla ricerca di cibo per la sua cucciola e per se stessa. La sua presenza, all’interno di quella che un tempo era stata la sua casa, era risultato quasi un affronto per gli abitanti del posto e gli addetti ai lavori.

Catturata con brutalità, l’orango femmina è stata malmenata con pietre e bastoni, quindi legata con corde e strappata alla figlia. L’intervento di un orango maschio, accorso in difesa della madre, è stato subito arginato con crudeltà. Non paghi della cattiveria mostrata, gli uomini hanno proseguito con le percosse, fino a piegare a terra la scimmia per poi trascinarla verso una fonte d’acqua per cercare di annegarla. Sopravvissuta a tanta violenza la femmina, provata nell’animo e nel fisico, è stata gettata all’interno di una gabbia con la sua piccola. Nonostante il dolore ha cercato di difendere la sua famiglia fino alla fine, proteggendola con un abbraccio.

Solo l’intervento di un veterinario della International Animal Rescue (IAR) ha posto fine a tanta brutalità, strappando la coppia alla crudeltà della folla. Purtroppo, nonostante le cure, la madre è spirata tra le braccia della figlia, ma la piccola ha ottenuto una possibilità di fuga dalla devastazione. Tratta in salvo presso un centro di soccorso della IAR, è stata ribattezzata Peni e dopo 4 anni di cure si è lasciata alle spalle il passato, ottenendo nuovamente la libertà nelle foreste ancora incontaminate. L’associazione continua a monitorarne i passi, insieme a quelli di due altri orango della struttura con cui la piccola ha creato un piccolo branco-famiglia. Dopo tanta sofferenza e dolore ora può vivere la sua vita felice, grazie principalmente al coraggio di sua madre.

7 ottobre 2015
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