La giovane orango Japik ha vissuto per ben due anni incatenata a un albero, all’interno di un cortile fatiscente nei pressi di Ketapang, nel Borneo Indonesiano. La sua condizione di forte disagio è considerata una pratica illegale, ma sono in molti a detenere impropriamente dei cuccioli considerandoli alla pari degli animali domestici. Molti di loro vengono strappati alle loro madri, uccise per agevolare la sottrazione indebita, quindi relegati in strutture non adeguate o in cattività. Come nel caso della povera Japik di soli 4 anni, legata accanto a un albero e bloccata da una catena.

Il suo proprietario, compresa la condizione di schiavitù impostale, ha deciso di far intervenire la International Animal Rescue (IAR) specializzata nel recupero delle scimmie e degli orango del Borneo. Quando lo staff si è recato sul posto è rimasto senza parole alla visione dell’animale, posizionato sopra due assi a qualche metro da terra tra scarti e immondizia. Senza un riparo o una tettoia Japik si schermava dalla pioggia con una vecchia giacca di stoffa, completamente fradicia e tremante. Il suo movimento ondeggiante, per sgranchirsi le zampe e non perdere l’equilibrio sull’instabile piattaforma, ha straziato il personale della IAR.

Nonostante la cattività, la sofferenza e l’abuso subito, la piccola ha risposto con dolcezza al braccio che la traeva in salvo. Accompagnata per mano fuori dal recinto-prigione, Japik ha mostrato un passo incerto, tremante, figlio dei due anni di completa immobilità. La piccola verrà condotta nel santuario dell’associazione, verrà curata per le ferite conseguenti la presenza della catena e quindi avviata alla socializzazione con i suoi simili. Lei è solo l’ultima di una serie di cuccioli messi in salvo da condizioni simili, come ad esempio Budi, trovato in una scatola di cartone completamente disidratato. La ferocia umana sta distruggendo l’habitat naturale di questi animali, le coltivazioni di olio da palma stanno spazzando via intere zone verdi e incontaminate. I piccoli rimangono spesso soli, le madri vengono uccise e loro finiscono nel circuito delle vendite illegali.

2 febbraio 2016
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