Torna oggi l’appuntamento con l’Ora della Terra, l’evento annuale per riflettere sui consumi energetici e sui cambiamenti climatici, per pensare a un futuro più amico dell’ambiente e della natura. Questa sera, a partire dalle 20.30, chi vorrà partecipare a questa importante iniziativa non dovrà far altro che spegnere l’illuminazione domestica, ma anche altri dispositivi che potrebbero consumare indebitamente energia. Ma come fare per estendere questi buoni propositi al resto dell’anno, riducendo il proprio impatto sull’ambiente?

L’Ora della Terra, conosciuta anche come Earth Hour, è un’iniziativa che si ripete da diversi anni in primavera. Nata dal WWF in Australia, dal 2007 a oggi ha trovato sempre più sostenitori, tanto che nel 2014 sono state più di 7.000 le città partecipanti, sparse per oltre 163 paesi nel globo. L’obiettivo dell’iniziativa è tanto semplice quando fondamentale: ridurre al minimo, almeno per un’ora, i propri consumi energetici, così da minimizzare la produzione di gas serra e il consumo di combustibili inquinanti. Un’iniziativa che ha trovato spesso anche un grande supporto pubblico, con molte amministrazioni comunali pronte a spegnere monumenti e altri luoghi di importanza storica per l’ora dedicata all’evento. Di seguito, qualche consiglio per trasformare l’Ora della Terra in un impegno quotidiano.

Cucina

Risparmiare energia, e trasformare l’Ora della Terra in un progetto esteso all’intero anno, è un’operazione decisamente facile. Bastano piccoli accorgimenti, infatti, per tradurre un consumo solo apparentemente banale in un grande impatto annuale: un pregio sia per l’ambiente che, naturalmente, per la bolletta. A partire dalla cucina, uno dei luoghi della casa dove, di norma, si consuma di più.

Le cucine moderne diventano sempre più tecnologiche: tra elettrodomestici e strumenti automatici, il piano da lavoro è ricolmo di dispositivi. Il primo passo per risparmiare energia è quello di evitare lo stand-by di questi prodotti, scollegandoli dalla presa a muro quando non in uso. La modalità d’attesa, solitamente segnalata dai classici LED rossi, può portare infatti a un consumo significativo nell’arco dell’anno, un consumo che rimane pressoché inutile perché non si traduce in un effettivo utilizzo di questi strumenti.

Naturalmente, in cucina esistono anche degli elettrodomestici che devono rimanere costantemente accesi, come frigoriferi e freezer. In questo caso, una buona soluzione per minimizzare i consumi non è solo quella di scegliere esemplari dalla classe energetica migliore, investendo così su prodotti di qualità, ma anche disporre in modo corretto gli alimenti al loro interno. Così come già spiegato in un precedente articolo, l’ordine con cui gli alimenti vengono posizionati nel freezer e nel frigorifero determinerà un consumo più o meno elevato di energia: si rispettino quindi le istruzioni fornite dal costruttore, non si superino le temperature consigliate e, non ultimo, si eviti di riempire troppo gli elettrodomestici. Un corretto circolo dell’aria, infatti, abbatte le necessità energetiche. Diverso il discorso, invece, per la lavastoviglie: fortunatamente non perennemente in funzione, è meglio ricorrervi solo quando i cestelli sono pieni, evitando così lavaggi praticamente a vuoto. Oltre a scegliere un’elevata classe energetica, si prediligano i programmi “eco”, che permettono di ottenere stoviglie e piatti brillanti senza superare i 50 gradi dell’acqua.

Sul fronte dell’illuminazione, infine, si prediligano le fonti naturali, soprattutto con l’arrivo della primavera e l’allungamento delle giornate. Se possibile, inoltre, si possono installare lucernari per godere della luce del sole anche in luoghi della casa solitamente bui.

Bagno

Il bagno è uno degli ambienti della casa dove il consumo energetico si fa più elevato. Tra la produzione di acqua calda, l’eventuale lavatrice e strumenti di bellezza come phon e piastra, la richiesta di energia potrebbe essere molto elevata. Ridurne l’impatto, però, è abbastanza semplice, a partire proprio dagli elettrodomestici.

Sul fronte della lavatrice, il primo consiglio è quello di evitare i cicli praticamente a vuoto, quando non strettamente necessario. Caricare nel cestello pochi indumenti, magari scegliendo un programma mediamente lungo di lavaggio, crea un disequilibrio tra le necessità di pulizia e l’effettivo consumo. Dopodiché, si può prestare maggiore attenzione alla temperatura: per gli indumenti di uso quotidiano, privi di grandi macchie ma di cui serve semplicemente un rinfresco, un ciclo a 30 gradi potrebbe essere più che sufficiente. Per lo sporco insistente, come quello di tovaglie o bianchi particolarmente macchiati, buoni risultati si possono ottenere già a 40 gradi, massimo 60 per condizioni di sporco decisamente anomale. Si prediligano quindi detersivi che agiscono già alle basse temperature, come quelli attivi all’ossigeno, ma anche metodi più tradizionali e naturali, come il classico e sempre efficace sapone di Marsiglia in scaglie.

Per quanto riguarda il riscaldamento dell’acqua, si investa in una caldaia di ultima generazione, dai consumi oggi ridottissimi. La scelta tra istantanea o a serbatoio, ovvero con il classico boiler, dipende dagli usi della famiglia: le istantanee hanno costi d’installazione più alti, ma il consumo è perfettamente sovrapposto all’utilizzo, senza sprechi. I serbatoi, invece, riscaldano grandi quantità d’acqua indipendentemente venga effettivamente sfruttata, in questo caso si scelgano esemplari dal buon isolamento termico, per evitare un rapido raffreddamento e l’avvio di troppi cicli di riscaldamento successivi.

Gli strumenti di bellezza, come phon e piastre, dovrebbero essere scelti in base alla classe energetica, nonché alla capacità di ottenere il risultato sperato con la temperatura più bassa possibile. Tra i consigli utili, quello di tamponare i capelli accuratamente con una salvietta prima dell’asciugatura, per rimuovere l’acqua in eccesso: si possono risparmiare, infatti, anche 10 o 15 minuti di phon.

Salotto e camere

Salotto, studio e camere da letto sono i luoghi della casa dove, spesso, le necessità elettriche sono più elevate. Non solo perché, di norma, in queste stanze si trascorrono gran parte delle ore serali, ricorrendo quindi all’illuminazione artificiale, ma anche perché sempre più ricolme di dispositivi: televisori, computer, console di gioco, stampanti, stereo, smartphone, tablet e molto altro ancora. Il primo passo, così come già spiegato per la cucina, è quello di escludere la modalità stand-by per tutti questi device, collegandoli alla rete elettrica solo quando effettivamente necessario.

Sul fronte dell’illuminazione, ottimi risultati si possono ottenere con le lampadine di ultima generazione, dal ridottissimo impatto energetico. Tra le meno avide di energia certamente le luci a LED, oggi disponibili anche in emissioni di luce dai toni caldi, per eliminare il problema delle tonalità fredde del passato. Di giorno, invece, si prediliga l’illuminazione naturale, anche con lucernari se possibile.

19 marzo 2016
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