Ora solare e ora legale: quanto si risparmia? I dati di Terna

Domenica 28 ottobre torna l’ora solare e, alle 3 di notte, dovremo spostare indietro le lancette di un’ora esatta. Dormiremo quindi un’ora in più ma dalla settimana prossima farà buio un’ora prima.

Il prossimo 31 marzo 2019 avverrà il cambio inverso: lancette avanti e si dorme meno, ma farà buio dopo.

Sono in molti a non gradire l’alternanza tra ora legale e ora solare e persino in sede europea c’è qualcuno che propone di abolirla, dando la possibilità agli Stati membri di scegliere l’una o l’altra e di estenderla per tutti e 12 i mesi.

Secondo Terna, gestore della rete elettrica nazionale, non è una buona idea perché l’alternanza tra i due orari permette di ottenere un forte risparmio energetico, economico e di emissioni di CO2.

Nel 2018, fino ad ora, secondo i dati di Terna sono stati risparmiati oltre 110 milioni di euro, 554 milioni di kilowattora (il consumo elettrico medio annuo di circa 205 mila famiglie) ed emesse 290 mila tonnellate di CO2 in meno.

Leggendo i dati dal 2004 al 2018, invece, scopriamo che sono stati risparmiati 1,5 miliardi di euro e più di 9,1 miliardi di kWh di elettricità. Cioè quanto consuma l’intera Sardegna in un anno.

Nonostante questi evidenti risparmi la Commissione Europea vorrebbe abolire l’alternanza tra ora legale e ora solare.

Questa estate, dal 4 luglio al 16 agosto, è stata messa online una petizione proprio per stabilire se gli europei volessero abolirla.

Il 76% di chi ha risposto vorrebbe togliere di mezzo l’ora legale ma è curioso notare che oltre il 70% delle risposte sono arrivate dalla Germania.

I paesi del nord Europa, in effetti, beneficiano assai meno dell’ora legale e solare perché essendo più lontani dall’equatore hanno comunque meno ore di luce in inverno e più ore di luce in estate.

26 ottobre 2018
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