Nella notte tra il 29 e il 30 ottobre le lancette sono tornate indietro di un’ora per il passaggio dall’ora legale all’ora solare. Secondo il gestore delle reti elettriche Terna tra il 2004 e il 2015 l’ora legale ha permesso di risparmiare consumi per 7 miliardi e 270 milioni di kilowattora, riducendo di ben un miliardo di euro la spesa energetica.

Se il risparmio energetico garantito dall’ora legale è indiscusso, il dibattito sui rischi per la salute dell’ora solare resta invece acceso. A riaprirlo è stato un recente studio condotto dai ricercatori della Aarhus University. La ricerca collega l’ora solare a un incremento dei casi di depressione.

Lo studio è stato curato dal professor Søren D. Østergaard in servizio presso l’Aarhus University Hospital di Risskov, in Danimarca. Alla ricerca hanno collaborato anche i ricercatori delle università di Copenhagen e di Stanford. Gli scienziati hanno analizzato ben 185.419 diagnosi di depressione, schedate nel registro psichiatrico centrale tra il 1995 e il 2012.

Dall’analisi è emerso che le diagnosi di sindromi depressive negli ospedali psichiatrici danesi aumentano subito dopo il passaggio dall’ora legale all’ora solare.

Nello specifico il numero di diagnosi, nel corso del mese in cui entra in vigore l’ora solare, è risultato dell’8% più alto rispetto al previsto. Una percentuale che data la grande incidenza della depressione sulla popolazione corrisponde a un numero elevato di nuovi casi.

Il professor Østergaard non ha dubbi: si tratta di un incremento dei casi di depressione troppo alto per poter essere una semplice coincidenza. Gli esperti hanno escluso altri fattori che potrebbero aver contribuito al fenomeno:

Siamo certi che sia il passaggio dall’ora legale all’ora solare a causare un aumento delle diagnosi di depressione e non le variazioni nella durata del giorno o il cattivo tempo. Nella nostra analisi abbiamo tenuto conto di questi fenomeni.

Lo studio si è basato sulle forme di depressione più gravi diagnosticate nelle strutture psichiatriche. Ciononostante gli autori ritengono che il passaggio all’ora solare incida anche su forme depressive più lievi.

I ricercatori spiegano che in Danimarca il passaggio all’ora solare “sposta” un’ora di luce dal pomeriggio, tra le 17 e le 18, al mattino tra le 7 e le 8.

Secondo gli esperti l’organismo probabilmente trae minori benefici dall’ora in più di luce mattutina. Molte persone a quell’ora del mattino stanno facendo colazione, sono sotto la doccia o a bordo dei mezzi pubblici. Quando si torna a casa dal lavoro è già buio e si tende a sottrarre tempo alle attività ricreative e a stare di meno all’aria aperta.

Østergaard spiega che il passaggio all’ora solare ha effetti psicologici negativi anche per via dell’inizio di un lungo periodo di giorni freddi e bui.

31 ottobre 2016
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Franca, mercoledì 2 novembre 2016 alle17:15 ha scritto: rispondi »

Solitamente, mi succede con il passaggio inverso! La diminuzione di orario, non aiuta a caricarmi!

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