Con il ritorno dell’ora solare nella giornata di ieri si è chiuso il ciclo iniziato lo scorso 30 marzo e che accomuna l’Italia ai numerosi Paesi nei quali è previsto l’impiego dell’ora legale. Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, ha diffuso per l’occasione i dati riguardanti il risparmio energetico che l’ora legale ha consentito di ottenere, mettendo in evidenza una situazione vantaggiosa a fronte di degli svantaggi legati ai fastidi dovuti al cambio periodico di orario.

L’ora legale, che tornerà nuovamente in vigore il prossimo 29 marzo, ha permesso all’Italia nei mesi scorsi di risparmiare 549,7 milioni di chilowattora di energia elettrica complessivamente, poco meno dei 568,2 milioni risparmiati nel 2013.

Questo valore corrisponde al consumo medio annuo di elettricità di circa 250.000 famiglie ed è stato possibile proprio grazie all’ora di luce in più che durante la primavera, l’estate e parte dell’autunno consente di posticipare l’accensione dell’illuminazione artificiale.

Traducendo il risparmio energetico in costi, si evince che in questi mesi in Italia si è ottenuto un contenimento della spesa per l’elettricità pari a quasi 91 milioni di euro (calcolando il costo per il cliente di 16,54 centesimi al chilowattora), mentre se si allargano le statistiche agli ultimi dieci anni si notano un risparmio di 6 miliardi e 720 milioni di chilowattora e un corrispondente valore economico di circa 990 milioni di euro.

La durata dell’ora legale è al momento di 7 mesi e allinea l’Italia al resto degli altri Paesi europei abbracciando il periodo compreso tra l’ultima domenica di marzo e l’ultima domenica di ottobre. Prima del 1996, anno in cui l’assetto attuale è stato introdotto, nel nostro Paese la sua durata era di sei mesi con data di termine fissata per l’ultima domenica di settembre.

27 ottobre 2014
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I vostri commenti
Roberto Santi, martedì 28 ottobre 2014 alle21:11 ha scritto: rispondi »

maledetto colui che ha inventato l’ora legale una enorme stupidaggine che mi fa diventare matto

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