La più recente filosofia per la mobilità elettrica, che dà grande importanza all’autonomia di marcia, viene affrontata dai big player del comparto automotive. In attesa che Tesla porti al debutto la Model 3, prima “compatta extended range” destinata a una produzione di massa (in Europa arriverà, al più, nei primi mesi del 2018), General Motors svela la lineup di modelli chiamati a recitare un ruolo di battistrada nel settore delle auto elettriche di nuova generazione.

Si tratta di un programma di engineering che, Oltreoceano, si traduce nella Chevrolet Bolt e, in Europa, nella Opel Ampera-e, berlina compatta che sarà presentata all’imminente Salone di Parigi, in programma da sabato 1 a domenica 16 ottobre.

Della nuova Opel Ampera-e nelle scorse settimane sono stati resi noti i contenuti generali: la vettura rientra nel maxi programma di profondo rinnovamento pianificato da Opel e destinato a concretizzarsi entro il 2020. Nel dettaglio saranno ben 29 i nuovi modelli che il marchio di Russelsheim porterà al debutto entro quattro anni.

Fra questi la nuova Ampera-e, che considerati i contenuti tecnologici che porta in dote (su tutti: un’autonomia dichiarata di oltre 400 km) si posizionerà a metà strada fra la bestseller Corsa e la popolare Astra.

Fra le auto elettriche di nuova generazione, stando ai valori su strada comunicati da Opel, la nuova Ampera-e offrirebbe una percorrenza superiore a BMW i3 (che, equipaggiata con la nuova batteria “optional” da 33 kWh, secondo i dati NEDC – il nuovo ciclo di guida europeo, arriva a 300 km di autonomia), a Nissan Leaf da 250 km, a Renault Zoe da 240 km e alla Volkswagen Golf elettrica da 190 km.

C’è da giurarci che la “rivoluzione green” in termini di autonomia sarà sempre più combattuta; tuttavia Opel per la nuova Ampera-e, pur annunciando un’autonomia massima di 400 km, anticipa che anche in condizioni di impiego più “gravose” la vettura è sempre in grado di assicurare una percorrenza di almeno 300 km.

Dal punto di vista dei contenuti tecnologici la nuova Opel Ampera-e che vedremo in anteprima al “Mondial de l’Automobile 2016″ viene equipaggiata con un motore elettrico da 204 CV, alimentato da un “pacco” batterie (sviluppato in collaborazione con lo specialista LG Chem) che si avvale di 288 celle agli ioni di litio da 60 kWh di capacità, disposte su dieci moduli.

Gli accumulatori, per esigenze di abitabilità e capacità del bagagliaio, vengono collocati nella parte inferiore del telaio e hanno una forma che segue il profilo del veicolo.

Grazie alla possibilità di rilascio del pedale acceleratore in modalità “Drive” (che permette il recupero dell’energia dal motore elettrico che così va ad assumere una funzione di generatore), le batterie possono essere ricaricate anche durante le fasi di marcia: l’effetto “freno” del gruppo propulsore aumenta quando la vettura viene passata in modalità “Low” in modo da incrementare il recupero energetico. Il quale può essere a sua volta ulteriormente ottimizzato attraverso la funzione “Regen on Demand”.

La velocità massima è stata, prudentemente, limitata a 150 km/h (per non incidere troppo sui “valori che contano”, cioè sull’autonomia complessiva di marcia). Tuttavia sono da rimarcare gli ottimi valori di accelerazione dichiarati: 3”2 per il passaggio da 0 a 50 km/h e 4″5 secondi (dati preliminari) nella ripresa da 80 a 120 km/h.

16 settembre 2016
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I vostri commenti
mario valente, venerdì 16 settembre 2016 alle19:28 ha scritto: rispondi »

l'industria automobilistica tedesca, quella usa, e quella giapponese sono all'avanguardia nella produzione di automobili sempre più efficienti con la propulsione elettrica; non così la Fiat-Chrysler...forse sta preparando automobili che vanno ad aria compressa?

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