Ontano: coltivazione e proprietà

Per ontano si intende il nome comune con cui si indicano un genere di piante che appartengono alla famiglia delle Betullacee. Il genere Alnus, questo il nome botanico, comprende più di 40 specie di ontani. Molte hanno una lunga storia e trovano impiego anche nelle medicine popolari di diverse tradizioni. Alcune ricerche fitochimiche hanno rivelato negli ontani buone concentrazioni di diarileptanoidi, polifenoli, flavonoidi, terpenoidi, steroidi e altri composti.

I diarileptanoidi sono i principali fitocomposti estratti dalla piante di questo genere e sono tutt’oggi oggetto di diverse ricerche per il loro potenziale effetto antitumorale. A oggi è accertato che sia i composti puri che gli estratti grezzi delle piante del genere Alnus mostrano un ampio spettro di attività farmacologiche, sia in vitro che in vivo. Il loro possibile impiego nella medicina classica è tutt’ora in fase di studio.

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Gli alberi del genere ontano più diffusi in Italia sono:

  • Alnus glutinosa, il cui nome comune è ontano nero;
  • Alnus Incana, noto come ontano bianco;
  • Alnus viridis, ossia ontano verde;
  • Alnus cordata, detto anche ontano napoletano o italiano.

Tutte le varietà aumentano la concentrazione di azoto nel terreno e per questo motivo vengono scelti come fertilizzanti o ai margini delle aree da bonificare. Si tratta di una pianta rustica, poco soggetta alle infestazioni dei parassiti.

Ontano nero

Alnus-glutinosa

L’ontano nero, talvolta indicato anche come ontano europeo, è un albero che a maturazione raggiunge i 15-20 metri di altezza. Il nome “glutinosa” deriva da una caratteristica propria delle giovani gemme, note per essere appiccicose. L’ontano europeo può crescere in un’ampia gamma di terreni, anche in quelli che si sono dimostrati inospitali e sterili per altre piante. Questa sua caratteristica ha fatto sì che in alcuni aree, come ad esempio lo Stato del Connecticut, la pianta sia considerata potenzialmente invasiva. In linea generale, l’albero cresce più rigoglioso sulle rive di fiumi o dei laghi, ai margini delle zone umide.

Ontano bianco

Il nome di questa pianta trae origine da una caratteristica propria della sua corteccia: sottile e punteggiata di pori chiari, chiamati lenticelle. In natura è più spesso distribuita in boschetti molto densi disposti intorno a zone umide e corsi d’acqua. La pianta è più piccola dell’ontano nero: in media infatti gli esemplari adulti raggiungono gli 8-10 m di altezza. La chioma è intensamente colorata di verde ma poco folta. Il fusto è piuttosto sottile.

Ontano verde

L’Alnus viridis è una delle specie di ontano più versatili e che meglio cresce nelle zone poco esposte alla luce solare. L’ontano verde è presente in un’ampia varietà di habitat: dalle zone alpine o subalpine, ai margini boschivi, nei prati e campi di pianura e sulle rive di fiumi o laghi, paludi, ma anche pendii rocciosi e ai margini delle zone umide. L’esemplare viene molto spesso scelto per il rimboschimento di aree devastate dagli incendi. La pianta, infatti, germoglia facilmente.

Ontano italiano

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L’Alnus cordata, il cui nome comune è appunto ontano italiano o napoletano, è un albero deciduo a crescita rapida, di piccole e medie dimensioni. Questa varietà è autoctona in Corsica e nelle regioni dell’Italia meridionale. È particolarmente noto per le sue attraenti foglie verdi lucide e per l’abbondanza dei coni fruttiferi, che assomigliano a piccole pigne. Le foglie ovali, finemente dentate e lucide, rimangono sull’albero fino a dicembre.

Proprietà

Alnus

Il genere Alnus è stato oggetto di diverse ricerche per la classificazione dei suoi costituenti chimici e delle attività biologiche o benefiche per il nostro organismo. Le piante di questo genere sono una buona fonte di terpenoidi, flavonoidi, diarilptanoidi, fenoli, steroidi e tannini. I diarileptanoidi sono i costituenti principali delle piante del genere Alnus. Alcune di queste molecole hanno dimostrato, nelle ricerche di laboratorio, di possedere attività interessanti per la ricerca sugli antitumorali. Alcune ellagitannine hanno mostrato attività epatoprotettiva. Nonostante gli impieghi nella medicina tradizionale dei derivati delle piante di ontano, ad oggi le ricerche sono ancora in corso.

25 giugno 2018
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