L’omocisteina bassa è una condizione di rilevanza clinica che si identifica con degli specifici esami del sangue, richiesti dal medico. Questi esami vengono di solito prescritti in pazienti che hanno sofferto di malattie cardiovascolari o che, per stile di vita o storia familiarem potrebbero avere un maggiore rischio di soffrire di malattie come ictus, infarto, ipertensione arteriosa. La rilevazione della quantità di omocisteina nel sangue viene anche prescritta dal medico ginecologo durante la gravidanza.

L’omocisteina è un amminoacido solforato che si forma nel nostro organismo come intermedio del metabolismo della metionina, uno degli amminoacidi che assumiamo con l’alimentazione. L’omocisteina viene poi convertita in cisteina, in una reazione i cui gioca un ruolo fondamentale la vitamina B6, oppure nuovamente in metionina in una reazione chimica cui prende parte anche la vitamina B12 o l’acido folico, vitamina B9.

La concentrazione dell’omocisteina nel sangue è normalmente controllata dall’equilibrio di queste reazioni chimiche.
In caso di omocisteina alta, il paziente è esposto a un maggiore rischio cardiovascolare: è da tempo dimostrato da revisioni e studi scientifici che l’eccesso di questa molecola nel sangue è correlato all’aumento del rischio di soffrire di malattie come ictus, infarto, trombosi, ipertensione arteriosa.

In caso di omocisteina bassa il nostro organismo in genere non manifesta sintomi facilmente correlabili a questa condizione e i rischi per la salute sono davvero ridotti.

Vediamo quali sono i valori di riferimento nel sangue e quali possono essere le cause di una riduzione della concentrazione dell’omocisteina.

Valori di riferimento dell’omocisteina

La concentrazione dell’omocisteina si considera normale quando è compresa tra 5 e 12 micro-moli per litro di sangue. In particolare:

  • per le donne i valori considerati normali sono compresi tra 4,9 e 11.7 micro moli;
  • per gli uomini si considerano normali valori compresi tra 5,8 e 13 micro moli

La concentrazione di omocisteina che è considerata ottimale è di circa 7 micro moli per litro.

Omocisteina bassa

La concentrazione dell’omocisteina si riduce normalmente nei soggetti che seguono una dieta povera di grassi animali e hanno uno stile di vita particolarmente attivo.

La metionina, che è appunto l’amminoacido da cui deriva l’omocisteina, è presente in una grande varietà di alimenti, quindi sia chi segue una dieta onnivora sia chi ha scelto uno stile alimentare vegetariano che vegano difficilmente incorre in una grave carenza di meteionina e, di conseguenza, di omocisteina.

Chi segue una dieta vegana può assicurarsi la corretta assunzione di metionina con le noci brasiliane e i semi di sesamo. I vegetariani, invece, assumono la metionina mangiando formaggi, soprattutto grana, pecorino e caprino stagionato.

In condizioni normali la concentrazione di omocisteina è strettamente correlata allo stile di vita e alla buona alimentazione: una dieta ricca di vitamine del gruppo B e di acido folico mantiene i valori di questo amminoacido nella norma o anche al di sotto.

L’omocisteina viene attentamente monitorata anche in gravidanza ed è proprio durante questo periodo che è possibile trovare valori inferiori alla norma. Nel corso dei mesi di gestazione la donna assume sia con la dieta che con una mirata integrazione l’acido folico. Questa molecola favorisce la conversione di omocisteina in metionnia. A meno di altre condizioni cliniche, è dunque piuttosto comune che in gravidanza l’omocisteina sia bassa.

21 aprile 2016
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