L’omocisteina è un aminoacido solforato che si forma come intermedio nel metabolismo della metionina, uno degli amminoacidi essenziali che assimiliamo con l’alimentazione. L’omocisteina, nel corso del normale processo metabolico, viene convertita in cisteina oppure nuovamente in metionina.

L’omocisteina alta è un valore ematico che è stato correlato all’aumento del rischio di soffrire di malattie cardiovascolari, anche gravi come infarto del miocardio, ictus, embolia, trombosi e ipertensione.

Questo intermedio del metabolismo della metionina agisce in maniera diretta sulle cellule delle pareti dei vasi sanguigni, causandone un danno degenerativo: l’omocisteina contiene un gruppo metilenico, o metilico, altamente reattivo. Questa porzione della molecola interagisce con la cistina, uno degli amminoacidi presente nelle proteine, impedendo la formazione di legami strutturali stabili. Inoltre reagisce con le molecole del collagene e dell’elastina, la cui regolare struttura e formazione è indispensabile per il mantenimento dell’elasticità e della struttura interna delle nostre arterie.

Vediamo quando si può verificare l’innalzamento della concentrazione di omocisteina e quali sono i sintomi.

Omocisteina alta: i sintomi

L’iperomocisteinemia è un valore che viene identificato in seguito a specifiche analisi del sangue. Si tratta di un esame che viene prescritto dal medico nei pazienti che hanno già sofferto di malattie cardiovascolari o che hanno altri fattori di rischio. La verifica della concentrazione dell’omocisteina viene solitamente eseguita anche in pazienti in cui si possa sospettare la carenza di vitamina B12, B6 e acido folico.

La vitamina B6 interviene nella reazione di formazione della cisteina a partire dalla metionina. Le principali fonti alimentari di B6 sono la carne, il pesce, alcuni ortaggi, come peperoni, spinaci, patate, broccoli, asparagi, cime di rapa e carote, e la frutta secca.

L’acido folico e la vitamina B12 sono essenziali per la reazione di riconversione dell’omocisteina in metionina. Si tratta anche, in questo, caso di micronutrienti di esclusiva fonte alimentare:

  • l’acido folico è particolarmente diffuso nelle verdure di colore verde, carciofi, broccoli, spinaci e lattuga, nei legumi, soprattutto fagioli e ceci e nella frutta, soprattutto arance e fragole;
  • la vitamina B12 è un micronutriente che assumiamo principalmente da alimenti di origine animale, poco concordi sono in dati in merito agli alimenti a base di soia fermentata come fonte di B12.

L’iperomocisteinemia è un condizione subdola e, a meno che il paziente non soffra di gravi carenze nutrizionali o che abbia già sintomi associati a patologie cardiovascolari, resta una condizione asintomatica. In altre parole, l’omocisteina alta si manifesta con i sintomi delle malattie che potrebbe causare.

Le cause

L’iperomocisteinemia è una condizione causata principalmente da:

  • stile di vita e dieta quotidiana sbagliati: abitudine al fumo, insufficiente attività fisica, scarso apporto alimentare di acido folico e vitamine B12 e B6;
  • condizioni patologiche come l’omocistinuria, una rara malattia metabolica, alcune mutazioni genetiche che interessano i geni che codificano per gli enzimi coinvolti nel metabolismo dell’omocisteina e alcune malattie metaboliche autoimmuni

La terapia dell’iperomocisteinemia è basata sulla somministrazione di acido folico associato o meno alle vitamine del complesso B. Tale approccio è sufficiente nella maggior parte dei casi, insieme alla eventuale correzione della dieta e al mantenimento di uno stile di vita attivo.

13 aprile 2016
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