Cresce il ricorso in Europa all’omeopatia. Malgrado il dibattito sulla sua effettiva efficacia sia tutt’altro che esaurito, tale medicina alternativa sta riscuotendo un sempre maggior successo anche in Italia. Tanto da rendere la Penisola il terzo mercato più florido all’interno del territorio UE, con il 4,1% di fruitori su base nazionale, dietro Francia e Germania.

A guidare la fila degli estimatori italiani dell’omeopatia sono Toscana, Emilia Romagna e Lombardia, che anche in assenza di una normativa nazionale hanno riconosciuto un nuovo status ai trattamenti omeopatici. All’interno di queste tre Regioni tale sistema è stato a vario titolo equiparato alla medicina convenzionale: in Toscana ad esempio è avvenuto l’inserimento nei LEA (Livelli essenziali di assistenza), tanto che una visita specialistica può essere richiesta presso la ASL dietro il semplice pagamento di un ticket.

Tuttavia il dibattito tra sostenitori e detrattori è sempre acceso. Più che mai in questi giorni si torna a parlare della sua applicazione e del riconoscimento dei risultati ottenuti in ambito medico, con la Giornata Internazionale dell’Omeopatia ormai alle porte. Tale ricorrenza cadrà in data 10 aprile ed è promossa dalla Liga Medicorum Homoeopathica Internationalis(LMHI).

Proprio nell’ambito di tale iniziativa si svolgerà venerdì 8 aprile 2016 “Omeopatia porte aperte“, evento promosso da Cemon – Presidio Omeopatia Italiana, durante il quale oltre 300 studi di medici e medici veterinari offriranno visite specialistiche gratuite.

Il dibattito viene inoltre alimentato dagli sviluppi normativi in Europa. Un esempio è la Svizzera, che ha riconosciuto all’omeopatia lo status di medicina convenzionale. All’interno dei confini comunitari invece l’UE chiede all’Italia di adeguarsi alle normative dell’Unione, sottoponendo i prodotti omeopatici a procedure di “registrazione e valutazione” simili a quelle previste per i tradizionali farmaci e stabilite dall’AIFA (Agenzia italiana del farmaco).

6 aprile 2016
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