Si conferma acceso il dibattito che ruota intorno alla presunta inefficacia dell’omeopatia. A riaccendere la discussione ancora una volta i ricercatori del National Health and Medical Research Council. A distanza di un anno i medici australiani sono tornati a ribadire il loro giudizio di inutilità per quanto riguarda il metodo omeopatico, espresso per quella che hanno definito una “totale mancanza di alcuna conferma scientifica”. Per replicare a tali affermazioni sono intervenuti i medici dell’AMIOT.

Lo studio australiano sull’omeopatia non aggiungerebbe nulla di nuovo, spiegano i medici dell’Associazione Medica Italiana di Omotossicologia, a quanto dai ricercatori affermato lo scorso anno. Inoltre tale ricerca si dimostrerebbe secondo l’AMIOT come di parte e non veritiera. Netto in tal senso il giudizio espresso dal Dr. Leonello Milani, medico specializzato in Neurologia e membro del Comitato scientifico AMIOT:

Si tratta banalmente della riproposizione e completamento di un’analisi già ampiamente pubblicizzata a settembre dell’anno scorso che non apporta alcun elemento innovativo o prova significativa nel più ampio panorama della letteratura scientifica.

Forti critiche verso i ricercatori australiani anche quelle rivolte dal Prof. Paolo Roberti di Sarsina, Osservatorio Metodi per la Salute dell’Università di Milano – Bicocca:

Gli studi negativi presi ad esempio da questo documento australiano utilizzano sempre l’omeopatia in modo difforme dal protocollo della corretta pratica omeopatica, pertanto i risultati non potranno che essere che scarsi.

Le prove di efficacia della medicina complementare e non convenzionale sono ormai così numerose e solide che solo chi è in mala fede può ignorarle. Così facendo, non si aiuta certamente il progresso della scienza e della ricerca, e si ostacola la libertà di scelta terapeutica degli stessi medici e pazienti.

13 marzo 2015
I vostri commenti
Giuseppe, lunedì 21 novembre 2016 alle19:08 ha scritto: rispondi »

Dopo oltre due secoli di uso dei rimedi/medicinali omeopatici, con un crescente continuo di pazienti che si avvale di questa metodica, alcuni detrattori ancora oggi sono a criticare e a cercare di sconfessare questa arte medica. Se un’arma non funziona, o funziona male, dopo pochi anni o pochi mesi o addirittura pochi giorni, viene abbandonata; ma mai dopo oltre due secoli e di fronte a parecchi milioni di utilizzatori. Eppure viene ancora denigrata da chi non vuole accettare di rimettersi a studiare e si nutre della propria ignoranza.

mexsilvio, venerdì 13 marzo 2015 alle19:52 ha scritto: rispondi »

i ricercatori australiani hanno gli stessi problemi dei nostri ricercatori ... , di 10 anni fa .!! quando negavano in assoluto , ogni interazione con causa effetto ...!!!

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