Si è svolta oggi a Milano la quarta tavola rotonda europea promossa dalla RSPO, associazione svizzera impegnata a promuovere la sostenibilità nella filiera dell’olio di palma. La conferenza della RSPO, che conta 2.852 membri tra coltivatori e rivenditori, ha riunito oltre 300 persone per discutere della necessità di rendere 100% sostenibile la filiera dell’olio di palma europea entro il 2020 per combattere i cambiamenti climatici.

Nel corso dell’evento, ospitato presso la sede de Il Sole 24 Ore, sono stati presentati i dati delle Annual Communication of Progress (ACOP) richieste dalla RSPO ai suoi membri. La percentuale di aziende che hanno documentato i loro progressi per abbattere l’impatto dell’olio di palma è salita dal 68% registrato nel 2015 al 75%. Per rendere più trasparente la filiera l’RSPO ha presentato un nuovo sistema di tracciabilità, che consente di risalire al mulino di provenienza di tutti i prodotti certificati.

I consumatori inoltre avranno a disposizione un’applicazione per identificare l’olio di palma certificato dalla RSPO. Oggi è stato illustrato anche il “PALM Risk tool”. Lo strumento, messo a punto dal World Resources Institute, permetterà alle aziende che possono già contare sulla piattaforma del Global Forest Watch, di analizzare più facilmente la catena di fornitura.

La RSPO ha istituito un fondo annuo di 1,5 milioni di euro per favorire l’adozione di pratiche agricole sostenibili da parte dei coltivatori indipendenti e garantire la certificazione gratuita a centinaia di produttori. I piccoli proprietari terrieri oggi detengono ben il 40% della produzione globale. Lo schema dell’RSPO finora ha coinvolto 166 mila piccoli coltivatori.

L’impegno della RSPO ha riscosso il favore di Legambiente, che ora si aspetta maggiori sforzi contro la deforestazione anche dal Governo italiano e l’adesione alla dichiarazione di Amsterdam.

Gli esperti riuniti a Milano hanno sottolineato che occorre uno sforzo collettivo per riuscire a centrare gli obiettivi sul clima fissati alla COP21 di Parigi, rispondendo al contempo alla domanda crescente di beni agricoli. Uno sforzo ancora più necessario in Europa, dal momento che gli Stati membri sono i maggiori importatori di olio di palma dopo l’India, per un totale di 6,7 milioni di tonnellate solo nel 2015.

Gli sforzi della RSPO stanno già dando i loro frutti. Nel 2015 1,9 milioni di tonnellate di olio di palma sostenibile su un totale di 2,8 milioni sono state immesse proprio sul mercato europeo.

Nel suo intervento Adam Harrison della WWF International’s Palm Oil Lead ha invocato una maggiore cooperazione tra gli attori della filiera per consolidare i risultati ottenuti:

La portata e l’urgenza della sfida che l’industria è chiamata ad affrontare ci dice che avremo successo solo se collaboriamo. Ogni singolo sforzo, per quanto meritorio, se non inserito all’interno di un programma collettivo, non porterà alla trasformazione globale del mercato.

Anche la politica è chiamata a fare la sua parte. Le autorità UE stanno studiando misure per limitare l’impatto della produzione convenzionale di olio di palma. Un impegno testimoniato dal parlamentare europeo Paolo De Castro che si è detto fiducioso su una trasformazione radicale del mercato in chiave sostenibile.

10 giugno 2016
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I vostri commenti
Mauro Cutrona, mercoledì 2 novembre 2016 alle21:50 ha scritto: rispondi »

Non fidatevi di questa certificazione. Ragionate, una coltivazione intensiva non può da un giorno all' altro diventare sostenibile. Ci vogliono anni e anni spesso più di un decennio per far tornare la foresta a ricrescere e rioccupare i posti. Anche se tracci la provenienza non vuole dire che il posto da dove proviene è diventato magicamente sostenibile. La foresta rimane devastata, bisogna attuare un piano di arresto della deforestazione e cominciare a ridurre gli ettari coltivati da olio di palma e formare piccole aree con piccoli coltivatori riuniti in una grande cooperativa. Naturalista

mexsilvio, venerdì 10 giugno 2016 alle20:11 ha scritto: rispondi »

LEGGO : " 166 mila piccoli coltivatori." Tutti onesti e garantiti , magari dalla Svizzera ..??? che per chi ha un POCHINO DI MEMORIA , e' quella del cioccolato senza cacao e burro di cacao , e NULLA DICHIARATO SULL'ETICHETTA ...?????? COSA E' UNO SFOTTO' PER IL CONSUMATORE ...???

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