Olio di palma: Greenpeace chiede di fermare i roghi delle foreste

L’olio di palma è presente in gran parte dei prodotti alimentari acquistati, ma per piantare palma da olio ogni giorno vengono distrutti ettari di foreste e animali unici come gli oranghi rischiano l’estinzione. Per tale ragione Greenpeace chiede a tutti di firmare una petizione che vuole mettere fine a questa pratica domandando alle multinazionali di non comprare più questa materia prima.

Sono mesi ormai che la foresta indonesiana continua a bruciare. “Dall’inizio dell’anno sono stati appiccati quasi 10.000 incendi che stanno mettendo in pericolo le foreste e la popolazione”, sottolinea Greenpeace.

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Il fatto è che nonostante sia conveniente per le multinazionali che lo acquistano e utilizzano nei propri prodotti alimentari, il suo prezzo reale è molto più alto: per poter espandere sempre più le piantagioni di palma da olio e avere così a disposizione più frutti per ricavare olio di palma, le torbiere vengono drenate, le foreste vengono bruciate e gli animali perdono il loro habitat naturale. Non solo:

Inoltre queste piantagioni sorgono su terreni che le multinazionali sottraggono – a volte anche con violenza – alle popolazioni locali. Chi lavora queste terre è vittima di sfruttamento ed esposto a pericolosi pesticidi.

L’impatto di tali pratiche e degli incendi scatenati dalle foreste bruciate e rase al suolo per far posto alle piantagioni di palma da solio è negativo dunque non solo per l’ambiente, ma anche per l’uomo dato che le nubi tossiche che si generano dagli incendi uccidono oltre 110 mila persone all’anno solo nel Sud est asiatico. Così Greenpeace chiede di firmare la petizione per fermare in tempo la deforestazione causata dalla produzione intensiva di tale materiale:

Tra il 2010 e il 2015 numerose multinazionali come Mars, Nestlé, Unilever e Pepsico, si sono impegnate a non rifornirsi più, entro il 2020, da aziende che producono olio di palma a discapito delle foreste, dei diritti dei lavoratori e delle comunità locali. Ma non hanno mantenuto le promesse, e la deforestazione continua.

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Per questo motivo la richiesta per le multinazionali che usano olio di palma per i loro prodotti è quella di mantenere l’impegno preso, e agire concretamente entro il 2020 per non acquistare più questo tipo di olio e impiegare invece alternative sostenibili.

7 settembre 2018
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