L’olio di palma è un olio di origine vegetale saturo non idrogenato. Viene ricavato dai frutti maturi della palma Elaeis guineensis che, dopo essere stati raccolti, vengono lavati e sterilizzati in corrente di vapore e infine snocciolati, pressati e cotti per ricavarne l’olio. Quest’ultimo ha una intensa colorazione arancione dovuta all’abbondanza di beta-carotene ed è solido a temperatura ambiente. L’intensa colorazione viene ridotta mediante un apposito processo di raffinazione. A determinare lo stato fisico dell’olio di palma è la naturale abbondanza di grassi saturi.

L’utilizzo dell’olio di palma nell’alimentazione umana è noto da tempo: nelle popolazioni africane era diffuso già nella seconda metà dell’Ottocento. Alla fine dello stesso secolo l’olio di palma fu per la prima volta importato in Europa dove trovò impiego come lubrificante e come ingrediente per la preparazione dei saponi.

L’80% dell’olio di palma prodotto viene utilizzato dall’industria alimentare: è adatto per essere impiegato nella preparazione di dolci, biscotti, gelati, paste base e prodotti di panificazione in genere. La sua ampia diffusione come ingrediente dei preparati industriali è dovuta alla sua consistenza semi solida a temperatura ambiente, alla buona resistenza al calore e all’ossidazione.

L’utilizzo dell’olio di palma è stato di recente oggetto di particolare attenzione da parte dei consumatori e dei professionisti e ricercatori.

Vediamo quali sono le indicazioni in merito al suo utilizzo.

Composizione dell’olio di palma

La composizione in termini di acidi grassi è quanto è stata oggetto di analisi. L’olio di palma è composto per il 50% da grassi saturi, la maggior parte di questi è costituita dall’acido palmitico, per il 40% da acidi grassi monoinsaturi, per la maggior parte acido oleico e solo per il 10% da acido grassi polinsaturi, la maggior parte dei quali è rappresentata dall’acido oleico.

Fa male?

Secondo i dati degli studi scientifici che hanno analizzato l’effetto dell’olio di palma, non esistono effetti negativi specifici legati al consumo di questo prodotto. Tuttavia l’olio di palma è una fonte di acidi grassi saturi che, come hanno dimostrato diversi studi, se consumati in eccesso aumentano il rischio di soffrire di malattie cardiovascolari. In questo contesto va considerato l’apporto di acidi grassi saturi da parte anche dell’olio di palma nella dieta quotidiana.

Secondo le linee guida della Società Italiana di Nutrizione Umana, SINU, un individuo sano adulto dovrebbe assumere con l’alimentazione al massimo 20-22 g di grassi saturi al giorno. Secondo le stime effettuate dall’Istituto Superiore di Sanità l’olio di palma contribuisce al massimo per il 26%. Diversa è la percentuale che riguarda i bambini che notoriamente consumano più spesso crackers e merendine industriali: l’olio di palma contribuisce per il 44.8% all’apporto totale di grassi saturi nella loro dieta.

Poiché, come già detto, non ci sono evidenze scientifiche che l’olio di palma abbia effetti negativi diretti sulla salute, tutti coloro che seguono una dieta sana ed equilibrata, con un corretto apporto di acido grassi saturi quotidiano ed hanno uno stile di vita attivo, non devono necessariamente eliminare i prodotti con l’olio di palma.

Tuttavia visto il significativo contributo dell’olio di palma alla quantità dei grassi saturi assunti dai bambini, e in un contesto in cui l’obesità in età pediatria è in aumento, è opportuno che ove possibile l’olio di palma venga sostituito da oli più ricchi di acidi grassi mono e poli-insaturi.

3 marzo 2016
I vostri commenti
Nella, lunedì 2 maggio 2016 alle18:04 ha scritto: rispondi »

Lo sapevate che il napalm (arma chimica) usata in vietnam era fatto con un miscuglio che conteneva acido palmidico che è uno degli acidi grassi formanti l' olio di palma? Io se posso li evito i prodotti che lo contengono ma ormai lo mettono dappertutto, perchè????

Sandro kensan, martedì 8 marzo 2016 alle0:14 ha scritto: rispondi »

Il problema non è tanto se l'olio di palma sia molto più tossico del burro ma il fatto che a colazione i bambini già sforano la dose massima mangiando biscotti pieni zeppi di olio di palma e nutella che ne contiene una enorme quantità. Poi si prosegue con le merendine anche qui strapiene, poi c'è il pranzo con le spinacine piene di olio di palma, quindi la merendina pomeridiana all'olio di palma (hanno tutte l'olio di palma), quindi la cena all'olio di palma che c'è pure nei crackers, grissini e fette biscottate. I bambini sono infarciti di olio di palma quando sono i soggetti più sensibili. Per fortuna che Plasmon ha tolto l'olio di palma dai biscotti per neonati a partire da questi giorni...

Milvia , domenica 6 marzo 2016 alle17:31 ha scritto: rispondi »

Si trova ormai in diversi prodotti, sia nelle merendine e nei prodotti da forno.con me lo prendono in tasca,xchè quando faccio la spesa leggo e quando vedo scritto olio di palma lo scarto. IL male è che costa poco, meno del burro e dell olio di semi|||||

Silvano Ghezzo, sabato 5 marzo 2016 alle0:51 ha scritto: rispondi »

Da che mondo è mondo le statistiche e le ricerche hanno sempre dei finanziatori, che non sono mai disinteressati. Ergo.........

carol, giovedì 3 marzo 2016 alle21:04 ha scritto: rispondi »

non sono una consumatrice di merende e altro per la mia nipotina ,se fosse per me tutte queste ditte che confezionano biscotti e tortine potrebbero fallire ..ho sempre fatto tutto in casa anche quando i miei figli erano piccoli..le grandi industrie pensano solo a fare soldi sulla pelle dei di tutti noi ..basta sapersi organizzare in cucina e fare ai nostri figli una dieta molto equilibrata si spende meno e non si mangiano porcherie..

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