I cibi fritti in generale non rappresentano una scelta ottima dal punto di vista della salute. Non è sicuramente il metodo di cottura più sano per preparare il cibo. Se però si vuole friggere l’olio d’oliva potrebbe essere la scelta migliore. È quanto suggeriscono gli esperti dell’Università Metropolitana di Cardiff. La frittura di qualsiasi olio vegetale causa la liberazione di sostanze chimiche tossiche.

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Queste sostanze sono da tempo ritenute dagli scienziati preoccupanti per la salute, a causa di diversi studi che le legano ad un maggiore rischio di insorgenza di tumori, di malattie cardiache e di diabete. Tuttavia gli esperti spiegano che il problema dipende dalla qualità dell’olio utilizzato e dalla temperatura di cottura.

Le sostanze chimiche pericolose che vengono prodotte friggendo il cibo si chiamano aldeidi. Sono delle semplici strutture organiche abbondanti in natura. Nel corpo umano si formano in piccole quantità come dei sottoprodotti del metabolismo del fruttosio e dell’alcol.

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Secondo gli esperti il consumo di olio d’oliva negli ultimi anni è in aumento. Ciò avviene perché di solito si collega questo prodotto alla buona salute in virtù del suo trovarsi al centro della Dieta Mediterranea. Questo stile di alimentazione è conosciuto per ridurre il rischio di molte malattie e di morte precoce. L’olio ricavato dalle olive è ricco di antiossidanti, sostanze molto utili per combattere l’invecchiamento cellulare.

I ricercatori hanno analizzato dei campioni di olio d’oliva, di olio di girasole di olio di semi di lino, che sono stati riscaldati a 190°C. Hanno visto che nel primo caso è stata prodotta una minore quantità di aldeidi. Nell’olio d’oliva le sostanze tossiche sono state rilasciate molto più tardi nel corso del processo di riscaldamento rispetto agli altri oli.

30 giugno 2017
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