L’olio di fegato di merluzzo è, come dicono i termini stessi, l’olio che si ottiene dal fegato di questo pesce: in particolare dal Gadus morhua, il merluzzo bianco tipico dell’Oceano Atlantico settentrionale. Si tratta dello stesso pesce che viene impiegato per la preparazione del baccalà e dello stoccafisso.

L’olio, destinato a essere assunto come integratore alimentare, deve essere prima raffinato e chiarificato tramite un processo di filtrazione, che avviene a circa 0°C.

Si tratta di uno dei rimedi più antichi noti in farmacia. In passato il suo utilizzo è stato indispensabile per combattere il rachitismo, una malattia scheletrica tipica dell’infanzia, dovuta a un ridotto apporto di vitamina D. Nell’adulto questa malattia prende il nome di osteomalacia. La terapia di elezione è la somministrazione di vitamina D della quale, appunto, questo olio è particolarmente ricco.

Il rachitismo oggi è una malattia piuttosto rara, in passato anche in Italia erano molto più comuni i casi di malnutrizione, una delle principali cause di questa malattia della prima infanzia.

Vediamo quali sono i benefici dell’olio di fegato di merluzzo e le sue eveutiali controindicazioni all’uso.

Qualità benefiche dell’olio di fegato di merluzzo

Questo olio è noto per il suo elevato contenuto di vitamine liposolubili, in particolare la A, la D e la E, di iodio e di acidi grassi essenziali omega 3. Questi i valori nutrizionali riferiti a 100 g di olio:

  • kcal: 902;
  • vitamina A: 100.000 UI;
  • vitamina D: 10.000 UI;
  • acidi grassi omega 3: 20,72 g;
  • colesterolo: 560 mg.

La dose giornaliera consigliata per i bambini di età superiore ai 5 anni è di 5 ml al giorno, mentre la dose quotidiana efficace per un adulto è pari a 10 ml. Al fine di favorire l’assorbimento dei micronutrienti è meglio assumerlo a stomaco pieno.

Rispetto al fabbisogno giornaliero raccomandato per un individuo adulto, una dose di olio di fegato di merluzzo apporta:

  • 460 µg di vitamina A, il 58% RDA;
  • 9.2 µg di vitamina D, 184% RDA;
  • 9.2 µg di vitamina E, 77% RDA.

Visto l’ottimo apporto di questi micronutrienti, l’olio di fegato di merluzzo è ancora impiegato come integratore alimentare: oggi, visto il gusto sgradevole, viene venduto in perle che sono di più semplice ingestione.

In seguito alla notevole riduzione dei casi di rachitismo, l’impiego di questo olio ha subito un importante calo. Tuttavia, vista l’interessante quantità di omega 3, l’impiego di questo integratore è tornato a ricoprire un ruolo interessante. Il buon contenuto di acidi grassi essenziali rende l’olio di fegato di merluzzo un efficace adiuvante ipotrigliceridemizzante, anti-trombotico ed antinfiammatorio. Molto interessante è anche l’efficacia dell’olio di fegato di merluzzo come complemento alimentare nella prevenzione delle fratture ossee da osteoporosi: l’elevato contenuto di vitamina D favorisce l’assorbimento di calcio e fosforo.

La vitamina A e E, infine, sono efficaci antiossidanti.

Controindicazioni ed effetti avversi dell’olio di fegato di merluzzo

L’olio di fegato di merluzzo va assunto secondo le indicazioni del medico e nelle dosi consigliate. Sia per la vitamina A che per la vitamina D, il dosaggio quotidiano massimo consentito è inferiore a quello di tutte le altre vitamine e gli integratori stessi non ne possono contenere più del 200% e del 150% della RDA rispettivamente.

Il sovradosaggio delle due vitamine comporta, infatti, l’insorgenza di diversi effetti collaterali. Un eccesso di vitamina A si manifesta con secchezza cutanea, fragilità di unghie e capelli, perdita di appetito e ingrossamento del fegato. Il sovradosaggio di vitamina D comporta lo sviluppo di depositi di calcio e, dunque, la formazione di calcoli nei reni e anche nelle arterie, in particolare nell’aorta.

L’olio di fegato di merluzzo non andrebbe assunto in gravidanza a causa del potenziale rischio teratogeno della vitamina A, né dagli individui che già assumono integratori vitaminici per il potenziale rischio di sovradosaggio.
Si tratta, in pratica, di un complemento alimentare che va assunto seconda precisa indicazione del medico curante e in caso di reale fabbisogno.

19 luglio 2016
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I vostri commenti
Adriano Verani, mercoledì 20 luglio 2016 alle19:13 ha scritto: rispondi »

Ho 71 anni e 120 kg. Il 18 gennaio sono stato operato di un carcinoma al rene sn. con ablazione parziale dello stesso ( mi é stato detto che hanno salvato circa il 60% del rene). Alle ultime analisi del 5 luglio c.a., la creatinina era 1,28 e l'Urea 47 mg. ; Proteine totali, 6,7 . Al 2 febbraio, circa 15 gg. dopo l'intervento, risultava : creatinina 1,34 , urea 59mg. Assumo due perle al dì di Omega 3,6,9con il seguente titolo su 2 perle : Omega3, 736 mg(?) ; Omega6, 669 mg.; Omega9, 476. Ho da poco iniziato ad assumere olio di fegato di merluzzo liquido ; un cucchiaio da minestra ogni 2 o meglio 3 giorni . Il colesterolo totale si é abbassato da circa 190-210 a 167 prima e 150 ora, con l'ultima analisi. Ma anche il 'colesterolo buono HDL - che lo ho avuto sempre basso - si é ulteriormente abbassato da circa 42 a 38. Posso continuare senza creare problemi ai reni ? Eventualmente , eliminando gli opercoli di Omega 3,6,9 ( essendo l'Omega 3 già presente nell'olio di fegato di merluzzo ), esistono perle di solo Omega 6 e 9 ? Inoltre, siccome devo tornare a fare un poco di moto in palestra ( problemi alle articolazioni delle ginocchia per cui non posso affrontare la ginnastica areobica, ma solo macchine e pesi !) per ricostiture un poco di muscolatura soprattutto alle gambe , posso assumere solo durante gli allenamenti ( 3 o 4 volte la settimana) degli aminoaicidi ramificati in dosi basse rispetto al mio peso che é di 120 kg. Pensavo di assumerne 5 grammi ogni allenamento. Molte grazie per le Vostre indicazioni.

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