L’olio essenziale di lavanda è un rimedio naturale molto apprezzato e conosciuto. Si ottiene a partire dall’omonima pianta aromatica, originaria dei Paesi mediterranei e in grado di crescere in maniera spontanea nelle regioni dell’Italia meridionale.

Il nome lavanda deriva dal latino, più precisamente dal gerundio del verbo “lavare”. Il suo aspetto invece è contraddistinto da profumati fiori di colore viola raggruppati in piccole spighe, ai quali sono associate le proprietà naturali riconosciute alla Lavandula L., genere appartenente alle Labiate (che comprende anche Lavanda Officinalis, Lavanda spica e Lavandula angustifolia) utilizzato per l’estrazione dell’olio essenziale.

Preparazione

Ottenere un buon olio essenziale di lavanda è possibile sia mediante utilizzo di alcol che senza ricorrere a questo ingrediente. Nel primo caso si parlerà di distillazione, mentre nel secondo caso il metodo consigliato è quello per macerazione.

Il metodo per distillazione richiede l’impiego di 140 grammi di fiori freschi di lavanda per ogni ml di olio essenziale che si vorrà ottenere. Questa proceduta si rivela particolarmente efficace, seppure non risulti agevole da eseguire in casa. Si tratta di distillazione a vapore, che prevede il passaggio di vapore a 110 gradi sui fiori di lavanda posti sopra una griglia.

L’essenza rilasciata viene poi convogliata attraverso tubi verso stadi di raffreddamento, che produrranno del liquido: l’olio essenziale galleggerà in superficie e potrà essere facilmente raccolto.

Nel caso della macerazione servirà una porzione di fiori essiccati per ogni quattro parti di olio vegetale, che può essere scelto tra quelli d’oliva, di mandorle o di germe di grano.

Qualora possibile si consiglia di versare le parti della pianta in una casseruola e aggiungere poi l’olio vegetale scelto. Scaldare a bagnomaria (temperatura non superiore ai 50 gradi per non compromettere l’aroma) per circa 5-6 ore, filtrare e riporre in un contenitore di vetro scuro chiuso con un tappo di sughero. Consumare entro sei mesi, avendo cura di diluirlo prima dell’utilizzo con altri oli vegetali.

Ulteriore possibile opzione è quella di chiudere fiori e olio in un contenitore ermetico e lasciare il tutto a macerare all’esterno, in un luogo soleggiato, per un periodo di circa due settimane. Il colore dell’olio dovrà essere a questo punto simile a quello della lavanda stessa. Ottenuto il preparato procedere come sopra per quanto riguarda la conservazione e l’utilizzo.

Principali utilizzi

L’azione calmante offerta dall’olio essenziale di lavanda è forse più conosciuta e apprezzata. Consigliata soprattutto contro gli stati d’ansia e come rimedio naturale contro lo stress, si rivela un ottimo supporto contro l’insonnia. In quest’ultimo caso viene utilizzato aggiungendone qualche goccia nel diffusore in camera da letto prima di mettersi a dormire o applicandolo sulla pianta del piede.

Le sue funzioni antistress e contro gli stati d’ansia possono essere sfruttate in maniera analoga, attraverso un diffusore per ambienti o applicandone due gocce a un fazzoletto di cotone o versandone lo stesso quantitativo su un piccolo sacchetto contenente ovatta. È possibile infine utilizzarne le proprietà anche fuori casa applicando una goccia a un ciondolo d’argilla da portare al collo.

L’olio essenziale di lavanda viene poi associato al trattamento delle reazioni allergiche, agendo da antistaminico naturale (meglio se abbinandolo a limone e menta piperita) inibendo i sintomi di febbre da fieno e allergia ai gatti, ai cani e alla polvere.

Questo rimedio naturale dispone inoltre di proprietà antinfiammatorie. Aggiungedone poche gocce a dell’olio d’oliva o di mandole dolci aiuterà a calmare prurito e irritazione cutanea. La pelle beneficerà di questo olio essenziale anche per il recupero da graffi, bruciature, ustioni e piccoli tagli.

22 settembre 2016
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