Per l’olio d’oliva italiano il 2014 è stata una delle peggiori annate di sempre. La raccolta ha fatto segnare un decremento del 30%, con una produzione di appena 300 mila tonnellate di olio. I rischi della scarsità di olio made in Italy sono la perdita di attrattività sul fronte dell’export e l’invasione del mercato interno da parte delle produzioni straniere.

Il triste bilancio arriva dalla Coldiretti che ha svelato come molti altri prodotti base della dieta mediterranea siano stati insidiati dal maltempo, dal vino al grano duro per la pasta. La vendemmia è stata una delle più scarse dal 1950, con un -15% nella produzione.

Il grano duro per la pasta è in calo del 4% in Italia, con una flessione del 15% a livello globale. Nel caso dell’olio ai danni dei fenomeni climatici avversi vanno a sommarsi anche gli effetti della mosca olearia, un parassita che infesta le piante di ulivo e ne abbassa la resa.

In alcune regioni i raccolti sono diminuiti dell’80%, causando un aumento dei prezzi. A Bari il costo dell’olio extravergine d’oliva ha subito un incremento di ben il 30%. Alcuni produttori hanno preferito addirittura non raccogliere le olive per non rischiare di minare la loro reputazione con una produzione di bassa qualità. Ma le cattive notizie non risparmiano nemmeno il mercato ortofrutticolo:

Se per alcune varietà le raccolte rimangono ancora da completare o non sono ancora partite (mele, pere, uva da tavola, kiwi, agrumi), si stima un calo della produzione complessiva rispetto allo scorso anno. E per le castagne siamo addirittura al minimo storico con una produzione nazionale ben al di sotto dei 18 milioni di chili registrati lo scorso anno e pari ad appena 1/3 di quella di 10 anni fa.

La Coldiretti mette in guardia i consumatori dal rischio di frodi alimentari, ancora più alto quest’anno per molti prodotti di largo consumo del made in Italy, dal vino all’olio. Per l’associazione agricola bisogna prestare attenzione soprattutto ai cibi low cost:

Dietro i quali spesso si nascondono, infatti, ricette modificate, l’uso di ingredienti di minore qualità o metodi di produzione alternativi ma possono a volte mascherare anche vere e proprie illegalità, come è confermato dall’escalation dei sequestri.

10 novembre 2014
Fonte:
Lascia un commento