Olio di palma sostenibile: poche aziende lo usano, male le imprese italiane

Olio di palma, il 50% di quello normalmente utilizzato non è stato ottenuto rispettando criteri di sostenibilità. I dati emergono da una ricerca condotta su 132 imprese dal WWF, presentata ieri durante la nona Tavola Rotonda sull’olio di palma sostenibile svoltasi a Kota Kinabalu, in Malesia.

La produzione sostenibile, che è arrivata nel 2011 a toccare il 10% di quella globale, è nettamente cresciuta in termini numerici rispetto al 2009, mentre non altrettanto ha fatto la percentuale effettivamente utilizzata. Delle 5 tonnellate prodotte rispettando la sostenibilità, salvaguardando la foresta tropicale, appena il 50% risulterebbe venduto.

Un risultato che al momento premierebbe il semplice e immediato profitto economico, nonostante in alcuni casi si sia assunto l’impegno di scegliere il 100% di olio di palma sostenibile. A dichiararlo è Adam Harrison, Senior Policy Officer di WWF UK e rappresentante del WWF presso la Tavola Rotonda sull’olio di palma sostenibile (RSPO):

Non è mai stato così facile per le aziende scegliere un consumo responsabile di olio di palma. Ci sono molte opzioni disponibili per tutte le società che scelgono di acquistare olio di palma certificato e sostenibile. Eppure le Palm Oil Buyers’ Scorecard del WWF mostrano che solo la metà dell’olio di palma oggi utilizzato dalle società valutate è sostenibile. È quindi evidente che prevalgono ancora logiche economiche e di profitto facile, che spingono una buona parte dei produttori e rivenditori a non mantenere l’impegno di utilizzare il 100% di olio di palma sostenibile, mentre molti altri non hanno nemmeno avviato una pratica di corretto approvvigionamento.

Una buona pratica che potrebbe contribuire in maniera importante alla salvezza delle foreste tropicali. Una scelta che Massimiliano Rocco, Responsabile Foreste del WWF Italia definisce obbligata:

Acquistare solo prodotti certificati e ritenuti sostenibili è una scelta obbligata, è un impegno irrinunciabile e improcrastinabile che l’industria privata deve assumere per contribuire ad arrestare la deforestazione delle ultime foreste tropicali del nostro pianeta, da quelle dell’Indonesia al Bacino del Congo, di cui si continuano a perdere milioni di ettari ogni anno.

In particolare per l’Italia, lo stesso Rocco chiede maggiore impegno a quelle aziende che hanno aderito all’iniziativa, ma che si mostrano ancora “timide” nel mettere in pratica tutti i buoni propositi:

Il WWF chiede a tutte le aziende del mercato, e per l’Italia in particolare a Ferrero e Barilla che hanno scelto di aderire a questo processo di valutazione globale, di rafforzare il percorso intrapreso per migliorare le proprie performance dando anche un segnale di attivazione sul tema della trasparenza. Se chiediamo ai coltivatori di agire con responsabilità, è necessario che le aziende che acquistano olio di palma dichiarino chiaramente le quantità di prodotto che utilizzano e utilizzeranno in futuro. Solo così sarà possibile orientare il mercato dell’olio di palma verso la sostenibilità.

23 novembre 2011
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