In arrivo nuovi standard per la sostenibilità delle produzioni di olio di palma. È la RSPO (Roundtable on Sustainable Palm Oil) a diffondere le nuove linee guida (RSPO NEXT), a cui le aziende potranno aderire su base volontaria, la cui definizione si pone come obiettivo primario la riduzione della deforestazione, delle emissioni di gas serra nell’atmosfera e la tutela delle comunità locali.

Potranno aderire coloro che dimostreranno di possedere una percentuale minima (60%) di piantagioni di olio di palma conformi agli standard previsti dalla certificazione RSPO e che si impegneranno a raggiungere il 100% di produzione sostenibile. L’introduzione della RSPO NEXT prevede alcune importanti novità rispetto a quanto richiesto dalla RSPO, tra le quali:

  • Lotta alla deforestazione – Introduzione di policy più stringenti rispetto ai criteri esistenti. Nello specifico verrà ammessa la coltivarzione di palma da olio soltanto in quelle aree dove la vegetazione e il sottosuolo contengono bassi livelli di carbonio, al fine di limitare le emissioni di CO2 derivate dalla conversione delle foreste in aree ad uso agricolo, la cui vegetazione ha una capacità inferiore di catturare i gas serra.
  • Divieto di coltivazione nelle torbiere a partire dal 16 novembre 2015.
  • La messa in atto di procedure concrete per la prevenzione, il monitoraggio e la risposta agli incendi nelle piantagioni e nelle aree circostanti, a rinforzo del divieto di ricorso al fuoco già esistente.
  • Riduzione delle emissioni di gas serra in atmosfera in tutte le attività e in tutti gli impianti utilizzati per la coltivazione (inclusi i molini); obbligo di pubblicazione regolare di un rapporto sui risultati conseguiti.
  • Impegno a favore degli smallholders e dei lavoratori. Oltre al set di parametri già contenuti nella certificazione ordinaria, RSPO NEXT prevede che – laddove non vi sia una definizione univoca di salario minimo – i produttori di palma da olio debbano aprire un tavolo di confronto con le rappresentanze dei lavoratori al riguardo. Inoltre, dovranno essere sviluppati programmi a favore dei piccoli coltivatori, per promuovere le conoscenze utili alla pratica di una produzione sostenibile e profittevole.
  • Il divieto di uso del Paraquat, un pesticida già messo al bando nell’Unione Europea, dannoso per la salute dei lavoratori.
  • Maggiore trasparenza e tracciabilità, con l’indicazione del fornitore dei frutti di palma da olio raccolti.

Secondo quanto ha dichiarato Datuk Darrel Webber, CEO della RSPO (Roundtable on Sustainable Palm Oil):

Con RSPO NEXT rispondiamo alle richieste da parte del mercato di apportare miglioramenti continui al sistema di certificazione, in particolare per quegli operatori che sono già pronti ad accogliere nuove sfide sul fronte della sostenibilità. RSPO NEXT rappresenta un impegno molto importante in questo senso, che diventerà un nuovo standard per tutti coloro che stanno lavorando a fondo per raggiungere il nostro obiettivo, la produzione del 100% di olio di palma certificato sostenibile.

9 febbraio 2016
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I vostri commenti
stefano, mercoledì 10 febbraio 2016 alle10:05 ha scritto: rispondi »

...adesione....volontaria da parte delle aziende? ...col 60 per cento di piantagioni ..sotenibili? ma ancora dobbiamo credere a questo modello di sviluppo?continuerò a fare a meno dell'olio di pama e di chi ne fà uso.O.k

mexsilvio, martedì 9 febbraio 2016 alle20:00 ha scritto: rispondi »

E' un falso anche nelle foto , con quei semi si puo' produrre --MARGARINA-- di palma , o OLIO IDROGENATO DI PALMA , e una domanda : Vi siete mai chiesti il perche' non si vende nei negozi olio di palma ..??? aveta mai sentito che odore DISGUSTOSO che ha , oltre ai problemi di salute che provoca ..???

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