L’Italia sceglie di importare soltanto olio di palma sostenibile. Il Ministero dell’Ambiente italiano ha aderito alla Dichiarazione di Amsterdam, assumendosi di fatto l’impegno di autorizzare l’importazione di questo prodotto, a partire dal 2020, solo se ottenuto rispettando l’ambiente.

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La Dichiarazione di Amsterdam per l’acquisto di olio di palma sostenibile è stata sottoscritta, oltre che dall’Italia, anche da Francia, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Norvegia e Regno Unito. L’obiettivo finale è quello di stimolare pratiche produttive positive che facciano della sostenibilità un marchio distintivo. Come ha spiegato Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente italiano:

Grandi aziende nazionali lavorano da tempo con responsabilità, ottenendo anche autorevoli certificazioni, perché il loro approvvigionamento di olio del frutto di palma avvenga in modo sostenibile. Ricordo che questo è stato anche uno degli argomenti più dibattuti del nostro Expo 2015 e che le stesse associazioni ambientaliste sostengono convintamente questa battaglia.

Con questa firma vogliamo valorizzare un impegno reale per l’ambiente che non può finire nel calderone delle generalizzazioni che danneggiano l’immagine delle aziende e alterano la concorrenza.

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Attualmente sono oltre 2,5 milioni di ettari di coltivazioni di olio di palma certificate sostenibili da RSPO (Roundtable on Sustainable Palm Oil), la cui produzione ammonta a 11,8 milioni di tonnellate (equivalenti al 21% del totale prodotto). Come ha commentato Danielle Morley, European Director of Outreach and Engagement di RSPO:

Riteniamo di straordinaria importanza l’adesione di un Paese come l’Italia alla Dichiarazione di Amsterdam. L’Italia è uno dei Paesi più importanti in Europa per importazioni di olio di palma, e ospita numerose aziende che hanno fatto dell’approvvigionamento di olio di palma certificato sostenibile un impegno irrinunciabile a favore dei consumatori e dell’ambiente.

La presa di posizione del Ministro Galletti rappresenta un segnale ulteriore di consapevolezza del Sistema Paese sul tema, un segnale che non possiamo che accogliere con grande favore.

7 giugno 2017
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I vostri commenti
Massimo, venerdì 9 giugno 2017 alle0:36 ha scritto: rispondi »

Quindi non compreranno più olio, prodotto distruggendo ettari di foresta amazzonica? E poi, sul loro problema di loro scarsità medica? Se il trattato di Amsterdam vieta queste cose è un buon trattato, sennò è la solita presa per i fondelli di noi poveri consumatori.

mexsilvio, mercoledì 7 giugno 2017 alle23:14 ha scritto: rispondi »

ed il ministro della sanita' cosa dice , visto che almeno due universita' europee hanno certificato che l'olio di palma oltrepassa la membrana cellulare , provocando danni irreparabili ..???? vedo super informazione per i vaccini , che e' prevenzione , e per prodotti giudicati possibili cancerogeni ...!!! il via libera , perche' non danneggiano l'ambiente ..????

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