Olio di palma: deforestazione, distrutta area grande due volte Parigi

Una nuova indagine di Greenpeace International rivela che Wilmar International, il più grande commerciante al mondo di olio di palma, starebbe continuando a distruggere le foreste per la coltivazione di palma da olio. Sarebbero stati rasati al suolo migliaia di ettari dell’isola di Papua Nuova Guinea (Indonesia), un’area grande il doppio di Parigi, nonostante il commerciante si sia impegnato quasi 5 anni fa a porre fine alla deforestazione.

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Si apprende che Wilmar starebbe continuando a commercializzare l’olio di palma da Gama – azienda legata a Wilmar International – a molti dei più grandi marchi al mondo tra cui Nestlè, Procter&Gamble e Unilever, nonostante la consapevolezza di violare le politiche di tutela sulla foresta pluviale. Come denuncia Martina Borghi, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia:

Nel 2013, Wilmar si è impegnata a ripulire la propria filiera di approvvigionamento dalla deforestazione e dalla violazione di diritti umani ma, invece di rispettare questo impegno il colosso dell’agribuisiness ha preferito vendere le piantagioni più controverse a Gama, dalla quale continuava a rifornirsi. Tra il 2010 e il 2015 numerose multinazionali – come Unilever, nestlè, Mars, Ferrero e Pepsico – si sono impegnate a non rifornirsi più, entro il 2020, da aziende che producono olio di palma a discapito delle foreste e dei diritti umani.

Sebbene alcune multinazionali come Ferrero e Danone abbiano compiuto buoni passi avanti, a meno di due anni dalla scadenza accordata nessuna grande compagnia può affermare di aver completamente ripulito la propria filiera.

Wilmar nega di aver alcuna influenza sulle decisioni di Gama, ma ha ammesso in un fax che questa società è gestita dai dirigenti senior di Wilmar e da membri della loro famiglia.

3 agosto 2018
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