Tra i tanti oli vegetali disponibili sul mercato, l’olio di cocco è forse uno dei più famosi e conosciuti. Grazie alle sue qualità, infatti, viene spesso impiegato per trattamenti cosmetici a livello casalingo, dal benessere dei capelli fino alla cura della pelle. Si è già parlato in un precedente aggiornamento di quali siano le peculiarità di questo olio per la cura proprio dei capelli, ma quali sono le sue proprietà generiche?

Oltre che a uso estetico, l’olio di cocco è anche impiegato in campo alimentare, anche se il suo ricorso non è sempre consigliato dagli esperti, poiché naturalmente ricco di grassi saturi. Sebbene l’assunzione sia solitamente limitata a dosi ridotte, è comunque sempre indicato chiedere consiglio preventivo al medico o al nutrizionista di propria fiducia.

Olio di cocco: cosa è, come si ricava

L’olio di cocco, così come suggerisce il nome, è un olio vegetale ottenuto dalla polpa essiccata della noce di cocco. Di origine orientale, è particolarmente noto nella cucina asiatica, anche se il suo impiego trova anche larga applicazione nella cosmetica.

Dopo aver ricavato la polpa dalla noce di cocco, questa viene pressata, fino a ottenere l’olio. La fase di pressatura può avvenire a livello artigianale, in caratteristici barili di legno, oppure a livello industriale. A differenza di altri oli vegetali, a temperatura ambiente quello di cocco si presenta in forma solida, sebbene tenda a sciogliersi alle medie temperature, già a 24-25 gradi atmosferici.

L’olio di cocco può essere vergine, quindi privo di qualsiasi processo di raffinazione, un fatto che ne garantisce la totalità delle sue qualità nutritive. Quello raffinato, invece, è di natura industriale e serve per ottenere un prodotto trasparente e inodore, oltre che ad alta conservazione. Tali processi, però, potrebbero ridurre la concentrazione di alcuni nutrienti.

Olio di cocco: le proprietà

L’olio di cocco è un prodotto vegetale decisamente calorico: 100 grammi, infatti, offrono ben 862 calorie. Il contenuto in carboidrati e proteine è abbastanza trascurabile, così come quello in sali minerali, poiché l’olio di cocco è soprattutto composto da grassi: sempre su 100 grammi di prodotto, sono circa 87 i saturi, 6 i monoinsaturi e 1.8 i polinsaturi.

Data la sopracitata alta quantità di grassi saturi di cui è composto, non sempre questo olio è consigliato per il consumo alimentare, se non in piccole dosi. L’assunzione eccessiva è comunque possibilità abbastanza remota e, non ultimo, l’alto contenuto in grassi saturi è compensato da alcuni acidi grassi benefici per l’organismo, quali l’acido laurico. Sebbene ulteriori studi in merito siano necessari, questo elemento pare possa stimolare la produzione del colesterolo HDL, il cosiddetto “colesterolo buono”, a discapito di quello LDL, o “colesterolo cattivo”.

Le grandi proprietà dell’olio di cocco, tuttavia, non vengono espresse per il consumo alimentare, bensì nella cosmesi. L’acido laurico citato poc’anzi, infatti, presenterebbe un blando potere antimicotico e antifungino, utile al miglioramento della pelle nonché alla resistenza dei capelli. Inoltre, stimolerebbe la rigenerazione naturale del cuoio capelluto. L’olio di cocco puro, detto anche vergine, non viene poi privato di altri nutrienti quali la vitamina E, uno dei più noti antiossidanti: un grande alleato in estetica poiché, grazie al suo potere antiossidante, è di contrasto ai radicali liberi. Questi ultimi sono i principali responsabili dell’invecchiamento cellulare. Per questo motivo, è normalmente impiegato – sia singolarmente, che in concerto con altri ingredienti nei prodotti di origine commerciale – per il benessere della pelle, dei capelli e come soluzione per i massaggi. Non è dei più indicati, invece, per l’abbronzatura: come tutti gli oli, infatti, potrebbe accelerare le scottature.

10 settembre 2016
Lascia un commento