Olimpiadi di Pyeongchang: carne di cane in vendita nella città

A nulla sembrano essere serviti gli appelli delle numerose associazioni animaliste, così come di tanti atleti a livello internazionale, alla vigilia delle Olimpiadi Invernali di Pyeongchang. Le autorità, infatti, non hanno imposto particolari freni alla vendita e al consumo di carne di cane, tipico di alcune zone della Corea del Sud, così come sottolinea Humane Society International. Secondo le stime, vi sarebbero più di 17.000 allevamenti nella nazione, alcuni dei quali in prossimità degli impianti olimpici.

Il ricorso alla carne di cane è abbastanza diffuso in Asia, in particolare in Cina e proprio in Corea del Sud. Gli animali vengono allevati in condizioni brutali, stretti per tutta la loro esistenza in piccole e affollatissime gabbie, quindi soppressi in modo altrettanto cruento, senza nessuna forma di stordimento. Così come riporta CNN, ogni anno in Asia verrebbero uccisi 30 milioni di quadrupedi per l’uso della loro carne in cucina, un’usanza che ha una storia profondamente radicata nella cultura dei Paesi locali. Da qualche tempo, soprattutto nelle giovani generazioni, vi è però un cambiamento di prospettiva, anche perché questi animali stanno sempre più entrando nelle case delle persone come esemplari da compagnia, nonché come membri delle famiglie. Ma molto deve essere ancora fatto e, come sottolineano gli analisti, l’occasione delle Olimpiadi potrebbe essere utile per richiamare un’attenzione a livello internazionale.

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Humane Society International, sempre come riferisce CNN, ha già provveduto a far chiudere 10 allevamenti illegali, nonché al salvataggio di 1.200 cani. Mancherebbe, però, un concerto con le istituzioni locali: proprio in occasione dei Giochi Olimpici, nei pressi di Pyeongchang è stata momentaneamente vietata l’uccisione in pubblico e la vendita di carne di cane, ma un’azione temporanea non è giudicata sufficiente per poter modificare le abitudini di lungo corso. Ancora, nonostante il divieto, sarebbero molti gli esercizi che, proprio in prossimità degli impianti, venderebbero prodotti derivati dai quadrupedi.

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Alcuni atleti hanno quindi deciso di protestare apertamente, come la canadese Meagan Duhamel, in gara per il pattinaggio articolo. La giovane ha già salvato un cagnolino coreano nel 2017, Moo-tae, e ora spera di poter offrire una casa ad altri cuccioli. Queste le dichiarazioni, come riportate dalla stampa a stelle e strisce:

Nella nostra cultura, nell’America del Nord, l’uccisione e il consumo dei cani è molto lontano dalla realtà. Li vediamo come compagni, come il migliore amico dell’uomo. Non possiamo immaginare niente di grave possa accadere ai nostri amati amici animali. […] Mentre sono qui, cercherò di focalizzarmi sullo sport e fare sensibilizzazione sui cani. Vorrei anche salvare un altro esemplare.

12 febbraio 2018
Fonte:
CNN
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