Oggi è stata emessa una sentenza storica per l’Italia sul fronte della messa al bando degli OGM. Il TAR del Lazio ha infatti rigettato il ricorso presentato dall’agricoltore Giorgio Fidenato contro il divieto di semina del mais MON810. Il leader degli Agricoltori federati protestava contro il decreto interministeriale del luglio 2013, provvedimento d’emergenza che impedisce la semina di colture geneticamente modificate nel nostro Paese. Il TAR del Lazio, dopo aver rinviato di qualche settimana la decisione, si è finalmente pronunciato respingendo le richieste di Fidenato.

Immediate le reazioni degli ambientalisti e degli agricoltori che lottano insieme per un’Italia libera da OGM, una task force di 39 associazioni scesa in campo in tutta Italia il 5 aprile scorso per una grande manifestazione contro le colture geneticamente modificate.

Il TAR del Lazio, per pronunciarsi sulla coltivazione degli OGM in Italia, ha adottato il principio di precauzione, sottolineando nelle motivazioni della sentenza che

quando sussistono incertezze riguardo all’esistenza o alla portata di rischi per la salute delle persone possono essere adottate misure protettive senza dover attendere che siano esaurientemente dimostrate la realtà e la gravità di tali rischi. Pertanto, il contestato decreto rispecchia in toto le condizioni previste.

La libertà di azione di un’impresa agricola per rimanere competitiva sul mercato non può dunque mettere in pericolo la tutela ambientale, la biodiversità e l’incolumità di persone e animali. Esprime profonda soddisfazione per la sentenza del Tar sugli OGM anche Alfonso Pecoraro Scanio, a capo della Fondazione UniVerde. Pecoraro Scanio, che nel 2001 firmò le misure anti OGM, ha sottolineato in una nota che ora Governo e Regioni dovranno attivarsi per mantenere effettivamente in vigore il decreto, bloccando le semine illegali di colture geneticamente modificate ed evitando contaminazioni nei campi italiani. Pecoraro Scanio ha poi invocato un intervento comunitario in materia, invitando a non abbassare la guardia contro le lobby pro OGM:

Serve un’azione presso l’Unione Europea per evitare che il nuovo trattato commerciale con gli USA scavalchi la sovranità di Stati e Regioni ed imponga gli OGM contro la stragrande maggioranza delle opinioni pubbliche e degli agricoltori con l’aiuto palese o nascosto di molti eurodeputati.

Anche il Movimento 5 Stelle, che ha portato avanti una battaglia contro gli OGM tramite il portale Italiaogmfree.org, ha espresso soddisfazione per la sentenza del TAR, ricordando però che il rigetto del ricorso non è una misura sufficiente, benché rappresenti un primo passo importante:

La sentenza costituisce l’impalcatura giuridica necessaria per poter applicare la clausola di salvaguardia. Il ministro non ha più scuse, questa è la soluzione che chiuderà ogni spiraglio agli OGM in Italia.

24 aprile 2014
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I vostri commenti
Rinaldo Sorgenti, sabato 26 aprile 2014 alle17:54 ha scritto: rispondi »

Si continua a fare demagogia sull'argomento ed alimentare teorie fuorvianti. Qual'è la ratio di impedire la coltivazione in Italia e regolarmente importare cereali dertivati da colture OGM o prodotti derivati che utilizzano OGM nella loro produzione ? Finchè la scienza sarà condizionata dai catastrofisti e da tali profeti di sventura, di passi avanti se ne faranno davvero pochi.

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