Secondo parere negativo per le nuove regole proposte dalla Commissione europea in aprile, per dare ai singoli Stati la facoltà di decidere se vietare o meno, all’interno dei propri confini, l’uso degli OGM. Dopo il no arrivato a inizio settembre da parte della Commissione Agricoltura, il Parlamento europeo bissa con il no della Commissione Ambiente. Prossimo voto il 28 ottobre, dopodiché l’ultima parola sarà detta in Consiglio.

La relazione del presidente della Commissione Ambiente, Giovanni La Via (del Ppe), ha avuto 47 voti a favore, 3 contrari e 5 astensioni. Egli ha definito la proposta sulle coltivazioni OGM dell’esecutivo europeo come “contraria ai principi di migliore legislazione e trasparenza”. Non ha quindi entusiasmato i membri delle Commissioni Agricoltura e Ambiente mentre lo stesso Consiglio UE si è già dichiarato dubbioso.

Il problema sarebbe la non compatibilità delle nuove regole, che aprono alla scelta dei singoli Stati, con il mercato unico europeo e con la normativa dell’Organizzazione Mondiale per il Commercio (OMC).

Un punto dolente sarebbe anche la vaghezza della definizione stessa di “uso degli OGM” e delle conseguenze che ne seguirebbero. C’è da considerare poi che ad oggi l’80% della soia che viene commercializzata in Europa, destinata agli allevamenti, è OGM e vietarne.

Gli Stati Membri finora si sono espressi con 67 pareri riguardo all’autorizzazione all’utilizzo di OGM o meno, ma la maggioranza qualificata non è mai stata raggiunta, per cui la palla è passata all’Esecutivo. Oggi la discussione prosegue al Parlamento europeo: gli eurodeputati italiani Giovanni La Via e Paolo De Castro (capogruppo S&D in Commissione Agricoltura) hanno organizzato un incontro dal titolo “Renationalising EU Policies? The European Debate on GMOs”, al quale parteciperanno scienziati, europarlamentari, rappresentanti della Commissione UE, della filiera alimentare e dell’allevamento.

14 ottobre 2015
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OGM
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AGI
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