È arrivata come previsto la bocciatura da parte del Parlamento UE sulla normativa che consentiva il divieto agli OGM per i singoli Stati membri. Il progetto di legge comunitario avrebbe permesso a ciascun Paese di vietare la vendita e la coltivazione sul proprio territorio anche di alimenti geneticamente modificati già approvati dalle istituzioni europee.

Netta la bocciatura da parte del Parlamento UE, avvenuta con il voto favorevole di 579 eurodeputati (106 contrari e 5 astenuti), per il progetto di legge che avrebbe consentito ai singoli Stati di vietare gli OGM. A giustificare tale rifiuto le preoccupazioni espresse da alcuni Paesi circa la possibilità che tali divieti fungessero da apripista per nuove barriere alla circolazione dei beni tra i Paesi comunitari. Portavoce di questo dissenso l’eurodeputato italiano del PPE Giovanni La Via, relatore della proposta di rigetto, che ha dichiarato:

Il voto di oggi ha inviato alla Commissione europea un chiaro segnale. Questa proposta potrebbe andare contro ciò che si è ottenuto con il mercato unico e con l’unione doganale. Non è stata fornita nessuna valutazione sulle potenziali conseguenze o su altre opzioni percorribili.

Credo che questa proposta potrebbe avere conseguenze negative sull’agricoltura comunitaria, che dipende fortemente dalle forniture di proteine provenienti da fonti OGM, e potrebbe anche avere effetti negativi indiretti sulle importazioni. Infine, sussistono preoccupazioni circa la possibilità che questa proposta possa essere applicata, poiché non ci sono controlli alle frontiere nell’UE.

Il Parlamento UE ha poi rivolto un invito alla Commissione Europea affinché presenti un nuovo progetto di legge in materia. Critica in merito al probabile rifiuto da parte dell’assemblea comunitaria Greenpeace, che già prima del “verdetto” europeo aveva affermato, attraverso Franziska Achterberg (ufficio europeo di Greenpeace), il suo scetticismo riguardo l’atteggiamento comunitario in materia:

La proposta della Commissione europea verrà probabilmente rigettata dall’Europarlamento e l’ostilità degli eurodeputati verso il piano è anche il risultato del fatto che la Commissione europea non abbia rivelato le sue reali motivazioni.

Abbiamo richiesto una serie di documenti sul piano di ‘opt-out’ di cibi e mangimi ogm, ma quello che abbiamo ricevuto sono dei fogli che non rivelano nulla di più di un grande entusiasmo della Commissione per un evidenziatore nero. Il fatto che una questione sia controversa non significa che la Commissione possa ignorare le regole europee sulla trasparenza.

28 ottobre 2015
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, giovedì 29 ottobre 2015 alle12:30 ha scritto: rispondi »

C.V.D. Come volevasi dimostrare , i grandi interessi economici se ne fregano altamente della salute umana ed ambientale.

Elio Corinaldesi , mercoledì 28 ottobre 2015 alle23:49 ha scritto: rispondi »

Se continuiamo su questa strada non abbiamo capito che le multinazionali ci stanno portando verso un disastro totale, soprattutto con lo sfruttamento di terreni che potrebbero essere e sono tutt'ora l'unica possibilità di sopravvivenza del pianeta e degli abitanti. Distruggiamo per ricostruire e la guerra totale e' sempre alle porte!

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