Il Governo fa sue le preoccupazioni degli ambientalisti e degli agricoltori biologici proibendo la coltivazione del mais OGM della Monsanto in Italia. La decisione proroga di 18 mesi il decreto sulla messa al bando degli OGM firmato il 12 luglio del 2013.

Quello delle colture geneticamente modificate è un tema trasversale che coinvolge diverse sfere di competenza. Il nuovo decreto per la messa al bando del mais MON810 dai campi italiani non a caso porta la firma di tre ministri: oltre al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, il provvedimento legislativo è stato firmato dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin e dal ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina.

In Italia la messa al bando degli OGM potrebbe presto essere siglata da un decreto definitivo, a seguito della decisione dell’Unione Europea di lasciare libertà di divieto ai singoli Stati membri.

Secondo la nuova normativa UE la definizione di “prodotto libero da OGM” competerà alle autorità nazionali che potranno abbassare ulteriormente i valori limite di elementi transgenici, finiti accidentalmente in mangimi e prodotti agroalimentari, al momento fissati dall’UE allo 0,9%.

La proroga del divieto di coltivare mais OGM in Italia ha riscosso la soddisfazione degli ambientalisti e delle associazioni di agricoltori biologici. Il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo ha sottolineato che questa scelta rappresenta un ottimo biglietto da visita in vista di Expo 2015.

L’esposizione internazionale sarà infatti incentrata proprio sul cibo di qualità e sulla tutela della biodiversità agroalimentare, elementi incompatibili con le colture geneticamente modificate. La decisione del Governo si rivela ancora più azzeccata alla luce dei dati sul gradimento degli OGM in Italia, che vedono ben 8 italiani su 10 contrari alle colture geneticamente modificate.

Soddisfazione per l’approvazione del decreto è stata espressa dall’AIAB. L’associazione, che riunisce i coltivatori biologici italiani, auspica però al più presto un provvedimento che chiuda la porta agli OGM in modo definitivo in Italia, per tutelare le eccellenze agroalimentari del nostro Paese, apprezzate all’estero per la loro genuinità e alta qualità.

Anche gli attivisti di Greenpeace, che da anni si battono con azioni sul campo per limitare la diffusione degli OGM, hanno apprezzato la proroga siglata dal Governo. Come ha dichiarato la responsabile della campagna Agricoltura sostenibile di Greenpeace Federica Ferrario:

Il tentativo delle multinazionali di imporre in Italia, Paese che ospiterà EXPO 2015, la forzosa coltivazione di OGM è stato sventato. Un atto dovuto per proteggere ambiente, agricoltura e cittadini.

26 gennaio 2015
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I vostri commenti
cisero mauro, lunedì 29 giugno 2015 alle12:48 ha scritto: rispondi »

Ha senso far approvare la mozione ' comune no ogm' dal proprio comune? grazie

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