La stragrande maggioranza degli italiani è contraria agli OGM in agricoltura. A confermare il dissenso nei confronti delle colture geneticamente modificate, già provato da diversi sondaggi realizzati negli ultimi anni, è una recente analisi condotta dalla Fondazione Univerde. L’organizzazione, che si propone di diffondere la cultura ecologista e promuovere un’economia sostenibile, ha voluto approfondire i temi della sicurezza alimentare e le potenzialità del biologico.

I dati contenuti nel IV Rapporto “Gli italiani e l’agricoltura”, presentato oggi al SANA di Bologna, parlano chiaro: ben il 77% degli italiani vuole un’agricoltura libera da OGM perché teme i rischi per la salute degli organismi geneticamente modificati e non si fida. I consumatori preferiscono scegliere prodotti sicuri e certificati provenienti da agricoltura sostenibile e coltivati in Italia. Non a caso 6 italiani su 10 affermano di preferire frutta e verdura fresche, considerate più sicure.

Dall’analisi della fondazione Univerde emerge che negli ultimi due anni gli italiani non hanno mutato opinione sugli OGM. I contrari restano fermamente convinti delle loro opinioni, mentre i favorevoli sono appena il 9%. Il 59% della popolazione, tuttavia, sarebbe disposto a consumare prodotti agricoli geneticamente modificati se fosse sicuro di non incorrere in rischi per la salute.

La scienza è però ben lontana dal prendere una posizione netta in merito, come ha fatto notare non molto tempo fa lo stesso Alfonso Pecoraro Scanio, presidente di Univerde, in risposta alla senatrice pro-OGM Elena Cattaneo. Senza contare che gli agricoltori, come i consumatori, sono fermamente contrari alla semina di colture OGM. Come ha affermato l’ex ministro dell’Ambiente:

Esiste sul mercato un’impresa privata che vuole a tutti i costi produrre un bene che l’80% dei consumatori ha dichiarato di non voler comprare?

Dal report di Univerde, infine, è emerso che la sfiducia dei consumatori nei prodotti agroalimentari industriali rimane invariata: solo il 14% degli interpellati li ritiene affidabili. Dato che è supportato dal successo dei mercati contadini e della filiera corta che aumenta proporzionalmente alla sfiducia nei confronti della grande distribuzione organizzata.

8 settembre 2014
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