OGM, Greenpeace: UE ascolti i cittadini, stop a mais modificato

Falliscono ancora le votazioni UE per l’autorizzazione di coltivazioni OGM sul suolo europeo. Si tratta di due tipologie di mais, il BT11 della Syngenta e il 1507 della DuPont Pioneer. Fallito anche il rinnovo del via libera al solo OGM già coltivabile in Europa, ovvero il mais MON810 della Monsanto.

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Nella giornata di ieri si sono votati i suddetti provvedimenti, dai quali è emerso come i contrari a rinnovi e nuove autorizzazioni siano superiori in numero ai favorevoli. L’Italia in questa occasione ha scelto di schierarsi, come nella precedente votazione a gennaio, insieme a chi è contro le coltivazioni OGM. Come ha affermato Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace Italia:

Il chiaro no espresso oggi dall’Italia alla coltivazione di OGM in Europa è un voto di responsabilità e di coerenza molto apprezzato, in linea con la maggioranza di cittadini e agricoltori italiani che chiede da tempo un’agricoltura libera da OGM e sempre più rivolta alla sostenibilità.

Dopo la sua elezione il presidente della Commissione Juncker ha promesso un processo decisionale più democratico. Questo voto non lascia dubbi sul fatto che un’eventuale autorizzazione di questi mais OGM romperebbe quella promessa.

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Nello specifico si sono espressi contro il rinnovo dell’autorizzazione al mais MON810 14 Paesi (tra cui l’Italia) per una rappresentanza del 43,29% della popolazione UE, a favore 8 (34,45%) mentre in 6 si sono astenuti (22,28%).

La votazione su mais 1507 e BT11 hanno visto il voto contrario di 16 Paesi (47,27%), quello favorevole di 6 (30,45%) e 6 astenuti (22,28%). Anche se non è stata raggiunta una maggioranza tale da bloccare del tutto i provvedimenti resta un fronte del no piuttosto ampio e il fatto che circa due terzi degli Stati membri hanno già vietato la coltivazione di OGM nel proprio territorio nazionale.

In caso di approvazione quindi tali pratiche risulterebbe consentite solo in 9 dei 28 Paesi UE e in Inghilterra, Fiandre e regione di Bruxelles. Le altre nazioni hanno scelto il meccanismo “opt-out” per vietarle sul loro territorio.

28 marzo 2017
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