Approvata oggi la nuova legge UE sulla messa al bando degli OGM. Gli Stati membri dell’Unione Europea potranno vietarne la coltivazione, anche se dovranno scontrarsi secondo Greenpeace con i molti ostacoli che una norma “lacunosa” come quella in oggetto potrebbe porre loro davanti.

Ciò nonostante l’associazione invita l’Italia a prendere subito posizione e ad accelerare i tempi per impedire che gli organismi geneticamente modificati vengano piantati nel territorio nazionale. Come ha sottolineato Federica Ferrario, campagna Agricoltura sostenibile di Greenpeace Italia:

Ci vorranno mesi per recepire la nuova norma sui bandi approvata oggi mentre è importante che il governo italiano rinnovi e rinforzi il bando in essere alle coltivazioni OGM nel nostro Paese.

Il timore di Greenpeace è che possano innescarsi meccanismi viziosi legati ad alcuni passaggi inseriti nel documento approvato in sede comunitaria. Particolare attenzione viene posta sui criteri di giustificazione della messa al bando da parte dei governi, le cui motivazioni “non devono, in nessun caso, confliggere con la valutazione di impatto ambientale” condotta dall’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare).

Una definizione che produce come effetto, prosegue Greenpeace, l’impossibilità da parte dei governi di basare i bandi su “specifici impatti ambientali o evidenze di possibili danni da parte delle coltivazioni OGM a livello nazionale”. Questo anche qualora l’EFSA non sia intervenuta in merito. Un testo lacunoso e pericoloso che limita le possibilità d’azione dei Paesi membri, conclude Ferrario:

Questa legge dovrebbe garantire ai Paesi membri le basi legali per vietare la coltivazione di OGM nel proprio territorio, ma contiene lacune preoccupanti. Concede alle aziende biotech la possibilità di negoziare direttamente con i governi e non permette ai Paesi di utilizzare motivazioni di carattere ambientale per giustificare i bandi nazionali.

13 gennaio 2015
In questa pagina si parla di:
Immagini:
Lascia un commento