I piatti a base di pesce non possono mancare nella tradizione culinaria italiana. Eppure, si tratti di una triglia, di gustosi gamberi o anche della ben comune sogliola, può capitare che piatti e pentole mantengano un cattivo odore anche dopo il lavaggio. Come risolvere questa problematica sgradevole, ricorrendo ai rimedi fai da te?

Approfittare di qualche rimedio naturale, o di un metodo della nonna, per pulire piatti e pentole è molto facile, così da eliminare ogni fastidio a lungo. Gran parte degli ingredienti, infatti, si trovano facilmente in dispensa e non sono soliti causare problematiche a ceramiche e metalli. Di seguito qualche consiglio, con la solita raccomandazione: in caso di dubbi sulla resistenza del materiale, meglio condurre una prova su una parte nascosta della stoviglia oppure attenersi alle indicazioni del produttore.

Odore sui piatti

Dopo aver gustato una preziosa prelibatezza a base di pesce, può capitare che l’odore cosiddetto marino persista sui piatti, anche dopo un accurato lavaggio. Fortunatamente, i rimedi fai da te arrivano in soccorso anche per le situazioni più ostiche.

Innanzitutto, è buona norma risciacquare immediatamente il piatto dopo l’uso, eliminandone così gran parte dei detriti che potrebbero generare sgradevoli conseguente. Il consiglio è quello di utilizzare acqua fredda, poiché quella calda potrebbe rendere ancora più pungente l’odore. Dopodiché, si può passare alla preparazione di un prodotto casalingo a base di succo di limone.

Il limone, oltre a un potere vagamente igienizzante, elimina odori e aumenta la brillantezza delle superfici. Dopo aver riempito il lavello o un catino di acqua tiepida, si aggiunga al normale detersivo, o a del sapone di Marsiglia , un bicchiere di succo di limone. Si lascino i piatti in immersione per una decina di minuti, quindi si proceda al normale lavaggio e a un abbondante risciacquo: gli odori non graditi dovrebbero essere scomparsi. Per situazioni molto ostiche, il succo di limone può essere versato direttamente sul piatto, anche sfregando alla buona un frutto tagliato a metà. In questo caso, il successivo lavaggio dovrà essere molto intenso, così anche il risciacquo, per evitare che le stoviglie risultino appiccicose.

Odore sulle pentole

Non solo piatti: anche le pentole utilizzare per la preparazione possono impregnarsi del tipico odore marino. Anche in questo caso, è sempre consigliato un risciacquo in acqua fredda subito dopo l’uso, per rimuovere i residui più importanti. Ed è sempre necessario evitare l’acqua calda, per evitare che gli odori stessi si fissino.

Un ottimo alleato per pentole e padelle è l’aceto di vino bianco, dal potere igienizzante e da sempre usato come rimedio anti-odore. Dopo aver riempito il lavello o un catino con acqua tiepida, meglio tendente al freddo, si versi mezzo bicchiere o un bicchiere intero nell’acqua, a cui aggiungere la normale dose di detersivo oppure del sapone di Marsiglia. Si lasci il tutto in immersione dai 10 ai 20 minuti, quindi si proceda con il normale lavaggio e il conseguente risciacquo.

Sia il già citato limone che l’aceto sono anche adatti per rimuovere l’odore di pesce dalle mani, da risciacquare poi con il proprio detergente preferito. Se, invece, l’olezzo fosse persistente in casa, si suggerisce di arieggiare il locale nonché di ricorrere a qualche essenza nota per l’intensa fragranza, dagli agrumi come il cedro, fino al Tea Tree Oil. Anche un bacinella di bicarbonato posizionata in punti strategici della casa, purché non sia raggiungibile dai bambini o dagli animali domestici, può aiutare a contenere i disagi olfattivi.

11 luglio 2015
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento