Oceani sempre più acidi: le conchiglie dei molluschi si sciolgono

L’acidificazione degli oceani sta danneggiando la fauna marina. Le prime conseguenze verificate dell’impatto che questo processo sta avendo sulle specie animali interessano i piccoli molluschi, in particolare le lumache marine. A studiarne gli effetti il British Antarctic Survey di Cambridge in collaborazione con la University of East Anglia.

Nel rapporto sugli effetti dell’acidificazione degli oceani nell’area sud del globo, riportato sulla rivista “Nature Geoscience”, i ricercatori sottolineano come dalle misurazioni effettuate si stia assistendo ad una vera e propria dissoluzione delle conchiglie delle lumache marine, quest’ultime fonte di cibo per uccelli e pesci. Il loro ruolo è inoltre importante nello stesso processo di regolazione del ciclo del carbonio nel mare.

Responsabile di questo processo la CO2 atmosferica, che viene per un quarto assorbita dagli oceani trasformandosi in acido carbonico. Un’evidente e preoccupante correlazione tra vulnerabilità dei gusci di lumache marine e acidità marina nei pressi della regione Antartica secondo la Dr. Nina Bednaršek, National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA):

Sappiamo che l’acqua del mare diventa più corrosiva per l’aragonite dei gusci al di sotto di una certa profondità, definita ‘orizzonte di saturazione’, che equivale a circa 1000 m di profondità. Tuttavia, in uno dei nostri siti di campionamento, abbiamo scoperto che questo punto è stato raggiunto già ad una profondità di 200 metri, sfruttando una combinazione di risalita naturale e acidificazione degli oceani.

Le lumache marine, gli pteropodi, vivono in questo strato superiore dell’oceano. Le proprietà corrosive dell’acqua porta i gusci di animali vivi a essere gravemente dissolti e questo dimostra come i pteropodi siano vulnerabili. L’acidificazione dell’oceano, risultante dall’aggiunta di anidride carbonica indotta dall’uomo, ha contribuito a questa dissoluzione.

27 novembre 2012
I vostri commenti
Silvano Ghezzo, mercoledì 28 novembre 2012 alle1:33 ha scritto: rispondi »

Mi ripeto ancora una volta affermando che il pianeta Terra ha un solo grande problema ovvero sette miliardi di persone. 

Lascia un commento