I cambiamenti climatici porteranno conseguenze di vario tipo, tra le più importanti, ci sono quelle che determineranno cambiamenti fondamentali nei livelli di sicurezza e negli stili di vita, come l’innalzamento del livello dei mari. E questo, se si considera che la superficie terrestre è coperta per il 70% da acqua, avrà un certo impatto.

Ecco che da un Paese come il Giappone, che proprio per la sua conformazione molto ha sofferto e soffre per tifoni, grandi terremoti e tsunami, nasce l’idea di una città sotto il livello mare. Si chiama “Ocean Spiral“, una struttura che dovrebbe svilupparsi dai 200 m fino a i 3.000-4.000 m di profondità. È stata ideata dalla Shimizu Corporation, azienda giapponese famosa per i suoi progetti grandiosi e futuristici, in collaborazione con la Japan Agency for Marine-Earth Science and Technology (Jamstec).

Questo originale agglomerato urbano del futuro si sviluppa in verticale. La parte superiore, quella più vicina alla superficie, è una sfera, in grado quindi di resistere alla pressione dell’acqua. Si chiama “Blue Garden” e ha un diametro di 500 m. Ospiterà zone residenziali, commerciali e alberghi.

È collegata alla parte inferiore da una spirale lunga 15 km, che ha funzioni di trasporto, non solo di persone, ma anche di acqua, ossigeno, energia e risorse ed è in grado di mantenere la posizione della struttura evitando la deriva.

Lungo il suo percorso saranno inoltre presenti generatori in grado di convertire le differenze di temperatura tra strati d’acqua a profondità diverse, in elettricità (conversione dell’energia termica) e verrà realizzata la desalinizzazione dell’acqua per garantire il continuo rifornimento di questa risorsa. Da questa spirale si arriva alla cosiddetta “Earth factory”, ancorata al fondo, dove verrà realizzata attività di ricerca per studiare nuovi metodi per trarre energia dal fondo dei mari e dove verrà prodotta energia anche dalla trasformazione di anidride carbonica in metano, da parte di particolari microrganismi a metabolismo metanogeno.

Una città in grado di autoalimentarsi e fornire sussistenza per 5.000 persone, utilizzando le sole risorse fornite dal mare, dove la vita comprende anche tutta una gamma di confort davvero invidiabili, dove la temperature sono rese costanti grazie ai materiali isolanti con i quali è costruita e ai processi di climatizzazione previsti, dove anche la sicurezza viene garantita, merito di attrezzature antivibranti e di una diga galleggiante che frena il movimento delle onde.

La Shimizu afferma che il progetto potrebbe essere realizzato tra 15 anni, grazie anche a tecnologie che sono in continuo sviluppo. La costruzione richiederebbe un tempo di 5 anni e 26 miliardi di dollari di investimento.

Una vera e propria città ricreata nelle profondità del mare, con tanto di uffici, alberghi, ospedali, centri culturali, viali per passeggiare, parchi e spiagge. Una soluzione avveniristica che ricorda alcune interessanti ipotesi di vita nello spazio.

Quanto poi tutto ciò sia realizzabile e quanto distolga da un approccio di consapevolezza delle problematiche attuali legate ai cambiamenti climatici e di quali siano le nostre responsabilità e quello che possiamo ancora fare per non arrivare al punto di non ritorno, è tutto un altro discorso.

15 gennaio 2015
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento