L’occhio di pernice è una sorta di callo che si forma sui piedi, in genere tra due dita, più spesso il tra il quarto e il quinto dito. Tuttavia si può manifestare anche sulla parte superiore così come sulla pianta del piede, sebbene con minore frequenza.

Dal punto di vista dermatologico si tratta di un accumulo di pelle ispessita e indurita, definita anche come tiloma: lo strato corneo dell’epidermide, ossia il più esterno, iperprolifera e si estende in profondità. Questo causa la compressione del tessuto connettivo sottostante e dunque una marcata riduzione di elasticità che determina un’atrofia del tessuto. Queste caratteristiche morfologiche sono anche la causa del dolore, diretto e alla compressione, accompagnato alla manifestazione cutanea dell’occhio di pernice.

Occhi di pernice e calli: differenze e similitudini

Gli occhi di pernice e i calli hanno in comune il fatto d’essere degli inspessimenti della pelle, la cui causa principale è la continua ed eccessiva pressione a cui è sottoposta l’area interessata. Lo spessore dello strato di tessuto connettivo sottostate a quello corneo è un fattore determinante: in alcuni individui il connettivo è più sottile per costituzione, ciò determina una maggiore vulnerabilità della cute e una maggiore frequenza di queste manifestazioni di sofferenza cutanee.

I calli, comunque, sono in genere più grandi e si possono manifestare anche sulle mani. Tuttavia, come gli occhi di pernice, di solito il trattamento non implica l’intervento del medico, a meno il dolore associato non sia troppo intenso.

Calli e occhi di pernice, negli individui sani, non devono preoccupare e non comportano peggioramenti che necessitino nel tempo di una cura medica speciale: diversa è la situazione per chi soffre di diabete o obesità, perché nel tempo questi disturbi possono trasformarsi in ulcere profonde anche gravi.

Chi ne soffre e quali sono le cause

Gli occhi di pernice sono comuni manifestazioni di sofferenza in chi trascorre molto tempo in piedi, pratica sport e indossa calzature poco adeguate allo stile di vita che conduce. Pur essendo un problema comune in entrambi i sessi, i dati suggeriscono una leggera prevalenza nell’uomo. Tutti i soggetti hanno, soprattutto tra le dita del piede, pelle sottile e molto tesa.

I sintomi e rimedi naturali

Tra tutti il sintomo principale e più comune è il dolore e la difficoltà ad indossare le solite calzature. Chiaramente il soggetto lamenta anche fastidio nel camminare o stare in piedi.

L’occhio di pernice è un fastidio che, per fortuna, se ben trattato guarisce nel giro di qualche settimana. In genere è sufficiente ricorrere a qualche accorgimento come:

  • cambiare scarpe e indossarne di più comode e morbide fino alla soluzione del problema;
  • ammorbidire l’area inspessita con opportuni pediluvi, limette e creme specifiche;
  • usare cerotti in gomma o silicone, disponibili in farmacia e para farmacia, per proteggere l’area interessata da ulteriori compressioni

Tra i passaggi più importati per la risoluzione dell’occhio di pernice c’è la corretta igiene della zona interessata. A questo scopo sono particolarmente utili i pediluvi caldi con i sali di Epsom, detti anche sali inglesi: un rimedio naturale a base di magnesio solfato eptaidrato. La pelle ben pulita e ammorbidita dal pediluvio può essere facilmente limata con una delicata limetta di cartone.

In caso di eccessivo dolore, può essere utile rivolgersi a un podologo che potrebbe anche decidere per una minima incisione dell’occhio di pernice per rimuovere l’eccesso di tessuto.

20 maggio 2015
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I vostri commenti
luigi , venerdì 6 novembre 2015 alle17:15 ha scritto: rispondi »

Cercavo un metodo naturale per i calli e occhio di pernice. ..sono barista da 16 anni e non ce la faccio più a camminare sto tante ore in piedi

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