Obsolescenza Programmata: esempi e casi recenti

L’Obsolescenza Programmata è ormai un tema sempre più centrale nell’ambito dei consumi. Che si parli di elettrodomestici o di altre tipologie di beni, la conclusione anticipata forzata del ciclo vitale dei prodotti è un argomento scottante che genera aspre polemiche. Una pratica che è divenuta ufficialmente reato in Francia, dove sono già partite le prime denunce verso alcuni grandi marchi.

Malgrado la forte risonanza mediatica ricevuta di recente dall’Obsolescenza Programmata questa pratica risale nientemeno che al 1923 (23 dicembre), quando venne formato il Cartello Phoebus per la riduzione programmata della durata in ore delle lampadine (da 2.500 a 1.000). Allora tra le aziende coinvolte figuravano Osram e Philips, seppur in maniera allora legale, mentre ora a fare i conti con la rabbia dei consumatori sono marchi come Apple, Samsung ed Epson.

Un altro e grave problema legato all’Obsolescenza Programmata è quello dell’impatto ambientale. La realizzazione ad esempio di un nuovo smartphone, di un computer o di un altro prodotto hi-tech richiede materie prime preziose e porta alla produzione di RAEE, rifiuti elettronici in grado di inquinare (se non smaltiti correttamente) in maniera grave l’ecosistema.

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Esempi e casi recenti di Obsolescenza Programmata

Diversi come detto i grandi marchi finiti al centro di denunce e polemiche legate all’Obsolescenza Programmata. A cominciare da Apple, che di recente ha ammesso di rallentare volutamente i propri vecchi dispositivi. Un’ammissione frutto delle diverse lamentele ricevute dai clienti della Mela Morsicata, che riferivano di iPhone improvvisamente lenti in corrispondenza dell’arrivo dei nuovi modelli.

=> Leggi di più sul caso Bimby e Obsolescenza Programmata

 

A distanza di tre mesi da tale ammissione Apple ha annunciato proprio in questi giorni la diffusione di un nuovo iOS in grado di arginare il fenomeno dell’Obsolescenza Programmata negli iPhone. Tuttavia subito si sono levate nuove polemiche, con alcuni consumatori che hanno lamentato la “provvisorietà” di tale soluzione: secondo questi “beta-tester” il nuovo sistema operativo permetterebbe sì di disattivare il deperimento precoce della batteria, ma lo ripristinerebbe in un secondo momento senza darne comunicazione all’utente.

Stampanti, cartucce Brother

In occasione dello scoppio della “bomba Apple” anche alcune marche produttrici di computer e stampanti sono finite nell’occhio del ciclone Obsolescenza Programmata. Si tratta di Epson, Canon, HP e Brother. Nello specifico particolare clamore ha suscitato a inizio gennaio l’esposto contro Epson presentato dall’associazione Halte à l’Obsolescence Programmée presso la Procura di Nanterre. L’accusa è di programmare i chipset delle cartucce affinché risultino vuote pur contenendo ancora all’interno tra il 20 e il 50% dell’inchiostro.

Risalgono invece alla scorsa estate le accuse di scarsa riparabilità dei prodotti rivolte ad Apple, Samsung e LG. Ben più recente è la raccolta di segnalazioni contro Bimby operata dal magazine francese “60 Millions de consommateurs”. Il multifunzione per cucina offrire standard qualitativi inferiori alla media a fronte però di un prezzo rilevante (circa 1000 euro per il modello attuale) ed elevati costi di riparazione (oltre 500 euro) dopo circa 5-6 anni di vita dell’apparecchio.

14 febbraio 2018
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