Obsolescenza programmata: Apple e Epson nel mirino in Francia

Apple ed Epson finiscono sotto accusa in Francia per obsolescenza programmata di alcuni loro dispositivi. La Francia è il primo Paese europeo ad aver approvato una legge contro questa pratica con cui i produttori programmerebbero i propri dispositivi per non funzionare più bene o per rallentarsi eccessivamente dopo pochi anni (o mesi), costringendo così i consumatori ad acquistare un nuovo modello. I primi due casi riguardano alcuni modelli di iPhone e le note stampanti, indicati come rispettivamente programmati per essere rallentati e per accorciare la vita delle cartucce.

Per quanto riguarda Apple, in seguito a numerose segnalazioni di utenti iPhone pervenute sul Web lo scorso dicembre l’azienda di Cupertino aveva ammesso di rallentare volontariamente i vecchi modelli di iPhone tramite un aggiornamento software, con l’obiettivo di preservare la batteria. Nonostante la lunga lettera aperta rilasciata dalla nota casa produttrice e delle iniziative volte a ricompensare i propri utenti scontenti, la procura di Parigi ha aperto il 5 gennaio un’inchiesta contro Apple per truffa e obsolescenza programmata.

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La segnalazione è stata effettuata dall’associazione francese Hop, Halte à l’Obsolescence Programmée, che ha presentato anche un esposto contro Epson alla Procura di Nanterre, che ha ora aperto un’inchiesta contro l’azienda. In pratica, scrive l’associazione:

Abbiamo raccolto fatti e testimonianze per presentarla nei confronti dei produttori di stampanti, tra cui uno in particolare: Epson. Ogni giorno produce migliaia di stampanti, ma il nostro ultimo rapporto d’inchiesta mette in evidenza una serie di tecniche che consentono di abbreviare la vita dei prodotti e potrebbero essere in violazione della legge francese.

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Nello specifico, le stampanti Epson segnalerebbero come vuote le cartucce quando non lo sono – contenendo in realtà ancora dal 20% al 50% di inchiostro – per spingere i consumatori a comprarne subito delle nuove.

Apple non ha rilasciato alcun commento ufficiale a riguardo mentre Epson ha negato le accuse dichiarandosi disponibile a collaborare con le autorità. La questione è piuttosto rilevante: la legge di Hamon, introdotta nel territorio francese nel 2015, stabilisce che una società non possa decidere deliberatamente di accorciare la vita dei propri prodotti e pertanto può essere multata fino al 5% delle vendite annuali, e i dirigenti rischiano fino a due anni di carcere.

9 gennaio 2018
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