Utilizzare lo smartphone a tavola può esporre al rischio di disturbi alimentari. L’allarme arriva da Expo 2015, dove si è svolto un incontro organizzato dal Ministero della Salute e intitolato “Nuove tecnologie e rischi di disturbi dell’alimentazione”.

Al centro del dibattito il rapporto tra nuovi media e abitudini poco sane a tavola, come l’utilizzo continuo di smartphone e tablet anche durante i pasti. Una vera e propria immersione nel mondo digitale che toglie attenzione verso ciò che viene consumato. Come ha sottolineato il Dr. Guido Orsi, dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, che ha partecipato all’iniziativa svoltasi presso Expo 2015:

I dispositivo portatili inducono un abbassamento della consapevolezza di cosa e quanto si mangia. Spesso i giovani sono talmente immersi e dipendenti dal mondo digitale che si dimenticano di ciò che c’è nel piatto o consumano ‘junk food’ a ripetizione. Ecco che aumenta il rischio dell’obesità e dei disordini alimentari.

Un utilizzo improprio di smartphone e tablet espone gli adolescenti a tre possibili rischi, spiega il Dr. Orsi:

Il primo è nutritivo perché ci alimentiamo in maniera inconsapevole, favorendo in questo modo l’obesità o altri problemi come cattiva digestione o gonfiore; il secondo è di tipo sociale, perché ci isoliamo quando invece il pasto dovrebbe essere un momento di dialogo, di relazione e condivisione; infine l’ultimo, di tipo comportamentale, perché aumentiamo le probabilità di diventare dipendenti da Internet.

A puntare il dito contro smartphone e tablet in relazione alle abitudini alimentari era stato lo scorso giugno tre diversi studi condotti dalla University of Birmingham.

I ricercatori britannici avevano indicato come l’utilizzo dei dispositivi mobili e la fruizione della televisione portasse i soggetti a ingrassare. Alla base del rischio obesità era anche in quel caso la scarsa attenzione verso ciò che si consumava, oltre alla tendenza a mangiare cibo spazzatura.

17 settembre 2015
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