Se le future madri sono obese si moltiplicano i rischi di obesità infantile per i figli. Secondo uno studio condotto dalla University of Southampton un cattivo stile di vita e abitudini scorrette a tavola per le donne nei mesi precedenti la gravidanza inciderebbero in maniera evidente sul futuro stato di forma dei nascituri.

A influire sulle possibilità di sviluppare obesità infantile da parte dei figli anche abitudini da parte delle future madri come il vizio del fumo o la mancanza di vitamina D nell’organismo materno, oppure un eccessivo ingrassare durante la gravidanza o l’incapacità ad allattare.

Nello studio i ricercatori britannici hanno analizzato le cartelle cliniche di 991 coppie di madre-figlio, come pubblicato sul The American Journal of Clinical Nutrition. Secondo i risultati ottenuti le madri che conducono uno stile di vita poco salutare nel periodo immediatamente precedente al concepimento hanno un rischio 4,67 volte superiore di avere un bambino obeso una volta che questi giunga all’età di 6 anni. Sarebbero 5 secondo i ricercatori i possibili rischi riguardanti lo stile di vita:

  • obesità prima del concepimento;
  • carenza di vitamina D;
  • fumo durante la gravidanza;
  • aumento eccessivo di peso in gravidanza;
  • mancato allattamento al seno per più di un mese.

Coloro che presentavano almeno 4 dei 5 fattori di rischio individuati mostravano una percentuale di probabilità maggiore di avere figli obesi pari al 47%. Secondo quanto affermato dal co-autore dello Prof. Cyrus Cooper, Medical Research Council presso la University of Southampton:

Stiamo cercando di comprendere il ruolo dell’alimentazione e dello stile di vita materno nello sviluppo e nella composizione del corpo dei oro figli. Le grandi differenze nel rischio di diventare sovrappeso durante l’infanzia che sono emerse in questo studio sottolineano l’importanza dei fattori di rischio nella prima età.

Questi risultati potrebbero avere implicazioni importanti per le politiche di prevenzione dell’obesità e ci aiuteranno a mettere a punto futuri interventi volti all’ottimizzazione della composizione dell’organismo, con benefici sulla salute lungo l’intero arco vitale.

2 febbraio 2015
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