Obesità: cellule ingegnerizzate per studiarla, stop a test su animali

Stop ai test sugli animali per studiare obesità e malattie metaboliche. Dopo anni di accesi dibattiti in merito all’opportunità e alla necessità di ricorrere alla sperimentazione sugli animali una risposta definitiva alla controversa questione potrebbe essere arrivata da un gruppo di ricercatori italiani, in forza al Centro Piaggio dell’Università di Pisa.

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Lo studio di obesità e malattie metaboliche potrà essere portato avanti grazie a cellule ingegnerizzate realizzate in vitro, in grado di dar vita a diversi tipi di tessuti: grasso, fegato e tessuto vascolare. Sarà così possibile studiare, spiegano gli esperti del Centro Piaggio, eventuali segni di infiammazione sistemica, danni vascolari e persino le lesioni causate ai tessuti dall’aumento della quantità di grasso. Come ha sottolineato la direttrice dell’istituto, Arti Ahluwalia:

Fino ad oggi, l’uso di modelli animali per lo studio di disturbi metabolici era l’unico metodo esistente. Ma è un metodo con dei limiti perché l’obesità è un disturbo prettamente umano, e dipende dalla dieta e dallo stile di vita e questo è difficilmente riproducibile negli animali, che raramente mangiano più del necessario.

Da molti anni ormai il Centro Piaggio dell’Università di Pisa è all’avanguardia nello studio di alternative alla sperimentazione animale. Non è una scelta dettata dall’ideologia, ma dall’evidenza sperimentale e dal progresso scientifico, che ci dicono che questa è una strada migliore per avere modelli sempre più precisi dei sistemi biologici, migliorando quindi al contempo le condizioni dell’uomo e degli animali, e approfondendo le nostre conoscenze su come funziona il nostro corpo.

20 febbraio 2018
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