Essere obesi aumenta il rischio di tumore alla prostata. Secondo uno studio portato avanti dal World Cancer Research Fund, in collaborazione con l’Imperial College London, il 10% degli uomini affetti da tale patologia tumorale avrebbero potuto prevenirla mantenendo il loro peso nella norma.

L’analisi effettuata nell’ambito del Continuous Update Project (CUP) ha visto i ricercatori controllare i dati provenienti da 104 precedenti studi, per un totale di soggetti coinvolti pari a circa 9,8 milioni di individui, 191.000 dei quali ammalatisi di tumore alla prostata.

Un collegamento quello tra tumore alla prostata e obesità che può fornire ulteriori strumenti di prevenzione, come spiega il Dr. Jonathan Rees, Primary Care Urology Society:

I risultati di questa ricerca hanno implicazioni significative: rinforzano gli incoraggiamenti verso uno stile di vita salutare e un controllo del peso in termini di prevenzione dei tumori; orientano verso il riconoscimento dell’essere sovrappeso e dell’obesità come fattori di rischio da valutare quando si effettua una visita di screening con i pazienti; fornisce un orientamento verso percorsi di ricerca che possano aiutare a ridurre l’impatto di una patologia che uccide oltre 10mila uomini all’anno nel solo Regno Unito.

Lo studio ha inoltre intaccato alcune certezze in merito ai possibili rischi o benefici derivanti da alcune tipologie di alimenti. Le diete con elevati contenuti di calcio ad esempio non sono più ritenute a “forte rischio”, ma a “rischio limitato”.

Per contro il licopene contenuto nei pomodori sarebbe stato declassato da “fortemente positivo” a “nessuna conclusione certa possibile”. Anche l’elevato consumo di formaggi non avrebbe ancora sufficienti basi scientifiche per essere definito come “chiaramente dannoso”.

21 novembre 2014
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