Buone speranze all’orizzonte per chi è malato di obesità. Contro questa patologia un ricercatore del Boston Children’s Hospital and Harvard Medical School sembra aver trovato l’elisir miracoloso: si chiama Thunder God vine, un vino utilizzato in Cina da 400 anni per curare condizioni che comportano infiammazione o iperattività del sistema immunitario.

Il Thunder God vine è attualmente usato anche come rimedio per periodi di abbondante ciclo mestruale e per curare malattie autoimmuni, come l’artrite reumatoide, la sclerosi multipla, e il lupus eritematoso sistemico. In particolare dalla pianta perenne Tripterygium wilfordii, che si può trovare in Cina, Corea e Giappone, verrebbe estratto il Celastrol, il composto chimico che migliora l’attività della leptina, un ormone che deriva dalle cellule grasse ed è responsabile della riduzione dell’appetito, o meglio, del suo controllo quando il corpo ha abbastanza carburante ed energia.

Lo studio realizzato dal Dr. Umut Ozcan, endocrinologo del Boston Children’s Hospital and Harvard Medical School, è stato pubblicato recentemente sulla rivista Cell e descrive come la leptina rappresenti, dopo due decenni di ricerche volte ad abbattere la resistenza della leptina, una vera e propria nuova frontiera:

Il messaggio di questo studio è che c’è ancora speranza per far funzionare la leptina e c’è ancora speranza per il trattamento dell’obesità.

Negli studi precedenti in effetti si poteva osservare come sia per le persone che per i topi privi di leptina non avveniva un controllo corretto dell’appetito e la fame vorace portava infine a condizioni di obesità.

Si era quindi capito che il segreto per risolvere questa patologia poteva essere racchiuso nel controllo di questo ormone, ma finora non si era riusciti ad abbattere la resistenza congenita nei suoi confronti. Anche utilizzando farmaci arricchiti di leptina il problema non veniva risolto, suggerendo come il collo di bottiglia stesse proprio nell’insensibilità all’ormone.

Esperimenti di laboratorio condotti su topi hanno dimostrato però che il Celastrol, somministrato per 3 settimane, porta a una riduzione del peso pari al 45% del peso corporeo iniziale, con una riduzione fino all’80% delle quantità di cibo assunte rispetto ai topi non trattati con il composto.

Risultati che supererebbero persino quelli raggiunti con l’invasiva chirurgia bariatrica, che prevede la tubulizzazione dello stomaco per ridurne il volume. Oltretutto il Celastrol andrebbe anche a diminuire i livelli di colesterolo, migliorando le funzioni del fegato e il metabolismo del glucosio, il che comporterebbe un minor rischio di sviluppare malattie cardiache, del fegato grasso, e diabete di tipo 2, malattie associate appunto alla condizione di obesità.

Prima dello sviluppo e della diffusione di farmaci a base di Celastrol però, come fa notare il Dr. Ozcan, bisogna porre molta attenzione:

Il Celastrol si trova nelle radici della Thunder God vine in piccole quantità, ma le radici della pianta e i fiori hanno molti altri composti.

Le ricerche dovranno proseguire e passare dai topi alle persone, per escludere qualsiasi tipo di controindicazione in un farmaco contro l’obesità che contenga questo composto chimico.

25 maggio 2015
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lodovico armanni, lunedì 25 maggio 2015 alle21:49 ha scritto: rispondi »

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