In occasione del World Obesity Day sono state pubblicate diverse ricerche e analisi inerenti la problematica dell’obesità ed è emerso come un italiano su due abbia problemi di peso. Scegliere cosa e come mangiare è oggi un’esigenza più che una scelta, in quanto porzioni abbondanti di cibi processati pieni di zuccheri o sale rischiano di aumentare patologie come il diabete o le malattie cardiovascolari. Quindi la problematica dell’obesità non riguarda solo il singolo uomo o donna che mangia troppo, ma tutti quanti: a cominciare dai produttori.

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Per combattere l’obesità infantile così l’Europa ha riconosciuto nell’industria alimentare una responsabilità e ha dichiarato come siano necessari degli interventi volti a sollecitare tutti nella scelta di ingredienti sani e a fare un’etichettatura più chiara e trasparente. Inoltre, sempre all’interno del piano d’azione per combattere l’obesità infantile, si è sottolineata anche l’importanza delle comunicazione pubblicitaria rivolta ai bambini: servono strategie precise per non istigare i bambini a voler cibi poco sani.

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Se si continua così le stime e i dati analizzati hanno visto come, nel 2025, al mondo ci saranno quasi 3 miliardi di persone obese o sovrappeso. Oltre ad essere un problema legato alla salute, questo è anche un problema economico: per produrre cibo vengono impiegate il 70% delle risorse mondiali e le forme di malnutrizione, sia che portino all’obesità o all’essere sottopeso, costano l’11% del Pil mondiale. Karen Fabbri, responsabile di Food 2030 che si occupa di sicurezza alimentare e nutrizionale, ha così spiegato che è necessario ripensare completamente alla nostra alimentazione.

12 ottobre 2017
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