Dopo aver ospitato la COP21 giocando un ruolo decisivo nella sigla dell’accordo internazionale sul clima la Francia continua a fare scuola in Europa in tema di sostenibilità e politiche ambientali. Il Governo francese ha deciso di lanciare sul mercato delle obbligazioni verdi volte a finanziare lo sviluppo delle energie rinnovabili e progetti di efficientamento energetico. L’idea era stata anticipata dal presidente francese François Hollande il 25 aprile scorso.

Il progetto dei green bond è stato ora illustrato ufficialmente dal ministro dell’Ecologia francese Ségolène Royal e dal ministro dello Sviluppo Economico Michel Sapin. I due Ministeri hanno avviato una collaborazione per promuovere una crescita economica virtuosa e dimostrare che lo sviluppo industriale può procedere di pari passo con le politiche per la sostenibilità.

Il lancio delle obbligazioni verdi rientra nel disegno di legge sulla transizione energetica approvato dal Governo francese nel 2015 per stimolare lo sviluppo sostenibile del Paese. I green bond verranno immessi sul mercato a partire dal 2017. A emettere i titoli sarà il Tesoro francese.

L’obiettivo del Governo d’Oltralpe è di trasformare la piazza finanziaria di Parigi in uno dei mercati più floridi della Green Economy. L’operazione non sarà uno spot elettorale o l’ennesima promessa mancata in tema di ambiente. In un comunicato i due ministri competenti hanno svelato che per il piano verranno stanziati diversi miliardi di euro.

Secondo le cifre diffuse dal Governo entro la fine del 2016 il mercato globale delle “obligations vertes”, emesse per la prima volta nel 2007-2008 dalla BEI e dalla Banca mondiale, varrà ben 100 miliardi di dollari. In Cina solo nel primo trimestre dell’anno sono già stati emessi titoli per sette miliardi di dollari.

Nella nota ministeriale si spiega che l’obbligazione verde permetterà alle aziende pubbliche e private di raccogliere fondi per realizzare progetti sostenibili: da nuovi impianti rinnovabili a infrastrutture a basso impatto a tecnologie per l’efficienza energetica.

I soggetti che otterranno il prestito dovranno fornire un rapporto dettagliato sulle opere finanziate e dimostrare che i progetti abbiano un’impronta verde. Il Governo francese intende così mettere ordine in un mercato promettente che manca ancora di regole definite e standard internazionali.

In campo energetico la Francia entro il 2025 mira a ridurre l’apporto del nucleare nel mix energetico nazionale dall’attuale 75% al 50%, creando maggiore spazio per le fonti rinnovabili più pulite e sicure.

La Francia punterà soprattutto sull’eolico e sul fotovoltaico, disincentivando le centrali a carbone e a gas naturale tramite l’istituzione di una carbon tax più efficace di quella applicata finora in Europa basata sul sistema EU-ETS e per mezzo di un “corridoio di prezzo” europeo del carbonio.

6 settembre 2016
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