L’amministrazione Obama si sta giocando sicuramente molta della sua credibilità nella gestione del disastro petrolifero nel Golfo del Messico. Non deludendo le aspettative, il Presidente non ha lesinato parole dure contro la Bp, promettendole un conto salato a fine emergenza.

A poche settimane dall’inizio del disastro, Barack Obama torna all’attacco proponendo di alzare di 1 cents a barile, le tasse per il fondo di sicurezza. In questo modo si passerebbe dagli attuali 8 cents ai 9, con la prospettiva di salire a 10 nel 2017.

Gli introiti ricavati da questo aumento, stimati in almeno 118 milioni di dollari l’anno, verrebbero tutti devoluti ad un fondo pensato proprio per limitare i danni della “marea nera“. Non basta, il piano della Casa Bianca prevede un aumento del tetto per gli indennizzi a 1,5 milioni dollari.

Insomma, Obama sta lavorando duramente per ridurre al minimo i danni di questa immane tragedia. Resta il dubbio, che ricade ovviamente sulle spalle delle precedenti amministrazioni, che se lo stesso impegno fosse stato utilizzato per impedire l’eventualità di questi incidenti, forse tutto ciò si sarebbe potuto evitare.

13 maggio 2010
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Piter, domenica 16 maggio 2010 alle2:58 ha scritto: rispondi »

CERTO gLI AMERICANI DA SEMPRE HANNO SEMPRE SOSTENUTO LO SVIUPPO......INSOSTENIBILE ORA CHE LO SCHIFO ARRIVA SULLE LORO COSTE DIVENTANO AMBIENTALISTI CONVINTI. Da bocciare su tutta la linea.........

maria, venerdì 14 maggio 2010 alle10:52 ha scritto: rispondi »

Gli Americani non hanno mai investito per ridurre il consumo di petrolio, e la maggior parte di loro non vuole rinunciare a nessuna delle comodità che l'uso del petrolio ha loro offerto, solo davanti ad una catastrofe si pongono il dubbio, ma risolvono tutto facendola pagare in monete a qualcuno (alla fine il consumatore)

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