Un piano nazionale per ridurre l’inquinamento e prepararsi all’impatto dei cambiamenti climatici. È l’annuncio di Barack Obama che, con un messaggio via Twitter e un video, ha spiegato di voler presentare una serie di misure straordinarie a tutela dell’ambiente, pur non entrando nei dettagli, che saranno svelati durante la sua visita alla Georgetown University prevista per domani.

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Gli Stati Uniti hanno posto, come obiettivo a medio termine, la riduzione dei gas serra del 17% rispetto ai livelli del 2005: Barack Obama è l’unico Presidente ad aver dedicato buona parte del suo discorso di inaugurazione ai temi del cambiamento climatico. Nel video, postato su su WhiteHouse.gov, Obama spiega:

Nel mio discorso di insediamento, ho promesso che l’America avrebbe risposto alla crescente minaccia dei cambiamenti climatici per i nostri figli e le generazioni future. Gli USA hanno bisogno di un piano nazionale per ridurre l’inquinamento di carbonio, che prepari il nostro paese all’impatto dei cambiamenti climatici e lo guidi gli sforzi globali per combatterla.

Nel percorso di trasformazione che porta alla riduzione dell’impatto umano sull’ambiente e sul clima, secondo Obama è necessario “un unico passo”: per ottenere risultati concreti ricercatori, agricoltori, ambientalisti, imprenditori, ingegneri e cittadini dovrebbero lavorare tutti insieme.

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Questa è una sfida seria, ma è importante anche il modo in cui la adatteremo ai punti di forza dell’America. Abbiamo bisogno gli scienziati per progettare nuovi combustibili, di contadini che coltivino la terra in modo diverso, di ingegneri per ideare nuove fonti di energie e di imprese che producano veicoli e tecnologie che usino questa nuova energia. Avremo bisogno di lavoratori per costruire le basi per un’economia fondata sull’energia pulita e avremo bisogno degli sforzi di tutti i nostri cittadini se vogliamo davvero preservare le creazioni di Dio per le generazioni future.

Secondo quotidiani e agenzie, il piano di Obama potrebbe inserire i vecchi edifici all’interno del quadro del Clean Air Act, finora valevole solo per le nuove costruzioni, inoltre ci potrebbero essere misure nette a favore della riconversione delle centrali elettriche esistenti verso le fonti rinnovabili di energia.

Obama, che ha promesso cambiamenti sostanziali già dal primo mandato, adesso ha l’occasione giusta per dimostrare che le dichiarazioni fatte non facevano parte dei “buoni propositi” elettorali: una volta archiviato il problema della rielezione e affrontato l’impatto con la crisi finanziaria, il Presidente ha ora in mano l’ultima chance per dimostrare la volontà di un cambiamento concreto.

Ma, secondo il gruppo Organizing for Action, un gruppo di sostenitori che si occupa dei temi ambientali nelle politiche del presidente, negli States si sta già preparando un’opposizione netta al suo piano, opposizione guidata dai gruppi “negazionisti”:

Alcuni possono ancora negare quello che la maggior parte della comunità scientifica afferma come vero, ma nessuno può evitare di notare l’impatto devastante degli incendi sempre più violenti, della siccità e delle tempeste più potenti che abbiamo mai visto.

24 giugno 2013
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marcello, sabato 11 gennaio 2014 alle10:27 ha scritto: rispondi »

egr. sig. secondo i miei studi,penso di poter risolvere il problema dello scioglimento dei ghiacciai,evitare degli inverni rigidi e delle estate afose. Proposto la mia idea a parecchie associazioni nazionali ed estere,già da parecchio tempo, ma non ho avuto nessun riscontro in riferimento ai miei studi. penso di essere in grado di poter fare abbassare le temperature a livello mondiale. Se siete interessati al mio progetto, basta invitarmi per poter esporlo meglio. Siccome si deve avere la partecipazione di tutti gli Stati, ho studiato una legge che ognuno deve rispettare negli anni a seguire.

Luigi Antonio Pezone, martedì 25 giugno 2013 alle16:15 ha scritto: rispondi »

Si è formato, nel mondo, uno strano concetto di energia rinnovabile, che confonde le idee a chi non è abituato a cercare la verità, nella logica della tecnica e della scienza imparziale, non condizionata da soluzioni commerciali e da scelte politiche e tecniche sbagliate precedenti, addirittura incentivate dai governi. L’energia protettiva, può essere realizzata anche con l’uso del carbone, ma sarà più protettiva, se ricavata solo con produzioni biologiche in fabbricati serra verticali, con il recupero integrale, dell’acqua di produzione, del CO2, dei SOx, NOx e del calore. Sarà più rinnovabile delle rinnovabili. Produrrà tanto di quel compost che consentirà, non solo di concimare i terreni, ma addirittura la fertilizzazione di quelli inariditi. Le acque riciclate non andranno a inquinare le falde acquifere, e quelle scaricate tuteleranno l'alcalinità marina e lacustre. Potremmo ridurre, non lasciare inalterata la quantità di CO2 nell’atmosfera. Contrariamente a quando pensino le opposizioni demagogicamente ambientaliste, la società moderna non può fare a meno di industrializzare anche l’energia e la protezione dell’ambiente. Ma lo deve fare in un disegno organico e sinergico con le altre attività umane. Fino al 19/11/2013 i quattro brevetti riguardanti l’energia protettiva dell’ambiente sono ancora italiani. Dopo non so di chi saranno. Non trovo più parole per convincere la nostra classe dirigente che anche noi italiani possiamo dire la nostra senza rincorrere gli altri. L’unica soluzione che consente l’immediato recupero del calore (senza costi di una distribuzione multi chilometrica) e del CO2 in modo utile all’ambiente è quella che propongo. Questo si traduce nella moltiplicazione dei rendimenti e delle capacità protettive dell’ambiente non paragonabili con i sistemi ora conosciuti. Da alcuni post su LInkedin sto lanciando una ciambella di salvataggio ai nostri politici e aziende, che ancora perseguono la politica del CCS, che avanza per inerzia, nonostante la riduzione dei fondi decretati da molti Paesi, per la mancanza di coraggio di ammettere gli errori, soprattutto da parte degli scienziati dell’IPCC premiati con il Nobel nel 2007. Il C.C.S. riduce i rendimenti e nasconde il CO2 nelle profondità terrestri, non recupera il calore, non restituisce i sali alla terra e i carbonati ai mari. Crea nuove paure. E’ la soluzione opposta all’energia protettiva dell’ambiente, che non avendo padri così nobili e titolati, stenda a essere creduta. I promotori del CCS, se proprio vogliono insistere e salvare la faccia, lo usino come soluzione transitoria. Si fermino, alla sola cattura del CO2 e invece di interrarlo, lo diffondano nei fabbricati serra verticali (FSV) (calcarei e foto sintetici) proposti dal sottoscritto. Questi, posizionati lungo le rive dei fiumi laghi e mari possono depurare e alcalinizzare le acque di corpi idrici, o che vanno verso gli stessi. In una fase successiva, le centrali potranno essere costruite della giusta dimensione, vicino e collegate ai FSV, insieme alle ciminiere di depurazione e recupero dei fumi (CRD) e digestori-disidratatori-compostatori lineari (DDCL)( progettati e brevettati da sottoscritto), più gli attuali gasometri, affinché questi impianti sinergici, che ho chiamato di “depurcogeproduzione termoelettica coperta globale (DCPTCG)(ugualmente brevettati), produrranno minore potenza per unità di superficie e volumi occupati, ma anche grandi quantità di acque depurate e alcalinizzate (fino a dieci volte la portata delle acque di raffreddamento. Per nostra scelta,non imposizioni), grandi quantità di compost per l’agricoltura e grandi quantità di metano, che potrà alimentare se stesso, oppure un altro impianto, oppure la rete urbana. In queste produzioni che le attuali centrali termoelettriche non concepiscono, i DCPTCG possono impiegare l’attuale calore disperso e triplicare il rendimento generale, considerando che sostituiranno anche gli attuali depuratori delle acque, con prestazioni che questi, da soli, non potranno mai raggiungere, per quantità e qualità di acqua trattata. Non si può dire che sostituiranno anche i depuratori dell’aria, perché l’aria non è mai stata depurata. I DCPTCG possono essere gestiti anche come potenti dissalatori di acque marine. Non vorrei esagerare, suscitando false speranze, ma ritengo che se l’uomo, un giorno, riuscirà ad avere il controllo sulla natura e sulla fame, senza OGM, lo dovrà alla quantità di FSV depurativi o alimentari (o soluzioni similari) e DCPTCG che riuscirà a installare nel mondo. La curva logaritmica dell’acidificazione globale, non potrà essere arrestata se inizia la seconda fase, quella quasi verticale, che già notiamo con fenomeni gravissimi come l’aumento dei cicloni, il rallentamento delle correnti marine, la scomparsa delle barriere coralline e lo scioglimento delle nevi. Possiamo e dobbiamo restituire i sali minerali alla terra e i carbonati ai mari. Siamo fortunati a poterlo fare negli stessi impianti che depurano e producono energia. Penso di aver dimostrato che si possono fare invenzioni importantissime, senza spendere un euro, se si cercano sinergie. Invece di inventare sempre cose nuove non collegate tra loro, impariamo a progettare impianti globali. Lo scrivo da anni nella ret

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